menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Il respiro sospeso della tregua. Un fragile primo passo verso la pace

7 0
18.01.2025

L’annuncio di un’intesa per il “cessate il fuoco” tra Palestina e Israele ci consente di tirare un sospiro di sollievo. Eppure, non è ancora pace. Non a caso, solo mercoledì un raid israeliano a Gaza ha causato 73 morti. La tregua, infatti, entrerà in vigore solo da domenica. Dentro la guerra, il cinismo è un componente inevitabile con cui bisogna fare i conti.

Dal 7 ottobre 2023, ovvero da 467 giorni, il conflitto ha provocato, secondo diverse fonti, un bilancio di morti che va dai 46.000 agli 80.000 palestinesi, cui si aggiungono le vittime israeliane nel raid (circa 1.200) e quelle successive fra soldati (oltre 500) e ostaggi, 251 i rapiti da Hamas e portati nella Striscia di Gaza di cui ad oggi non sappiamo con certezza quanti siano ancora vivi: forse un centinaio, forse molti di meno.

L’accordo, come noto, si svilupperà in tre fasi distinte e in particolare prevede che il rilascio degli ostaggi avverrà nell’arco di 42 giorni: saranno liberati 3 israeliani ogni settimana, e un numero di detenuti palestinesi compreso tra 990 e 1.650.

Leggi anche

A Tel Aviv dopo l’annuncio della tregua. «L’incubo non è finito, ma s’è accesa una luce»

© Tempi