«I partiti di maggioranza hanno sbagliato la campagna per il Sì al referendum»
Tempi in Cisgiordania
Newsletter e rubriche
Esteri Trump Israele Guerra in Ucraina Cina Cristiani perseguitati Terrorismo islamico
Cristiani perseguitati
Politica Governo Milano Giorgia Meloni Elly Schlein Giustizia
Economia Lavoro Auto elettriche Pnrr Inflazione
Ambiente Cambiamenti climatici Green Deal Transizione ecologica Transizione energetica
Cambiamenti climatici
Transizione ecologica
Transizione energetica
Scuola Educazione Parità scolastica
Salute e bioetica Fine vita Utero in affitto Aborto
Chiesa Cristianesimo Leone XIV Papa Francesco Benedetto XVI Luigi Giussani Comunione e Liberazione
Comunione e Liberazione
Società Intelligenza artificiale Pensiero woke
Intelligenza artificiale
Newsletter e rubriche La preghiera del mattino Lettere al direttore La borsa e la vita Squalo chi legge Casca il mondo Cinema Fortunato Il Deserto dei Tartari Memoria popolare Esserci Tentar (un giudizio) non nuoce Il Paese dei Normali Libri in povere parole
La preghiera del mattino
Il Deserto dei Tartari
Tentar (un giudizio) non nuoce
Libri in povere parole
Sfoglia Tempi Sfoglia Tempi digitale Marzo 2026 Febbraio 2026 Gennaio 2026 Dicembre 2025 Novembre 2025 Ottobre 2025 Settembre 2025
Sfoglia Tempi digitale
Home » Giustizia » «I partiti di maggioranza hanno sbagliato la campagna per il Sì al referendum»
«I partiti di maggioranza hanno sbagliato la campagna per il Sì al referendum»
«Questa è l’ultima intervista che faccio», assicura al telefono con Tempi Giacomo Rocchi, Presidente di Sezione della Corte di Cassazione, tra i pochi magistrati a schierarsi apertamente per il Sì al referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. «Io non faccio parte di nessuna associazione, il mio è stato un impegno di scopo, ora continuo a fare tranquillamente il mio lavoro di giudice, anche perché altro non so fare». Rocchi è stato tra gli animatori più attivi del comitato “Si riforma”, presieduto dall’ex giudice della Corte costituzionale Nicolò Zanon. Un impegno non premiato dal risultato elettorale, che ha visto prevalere il No. «Fermo restando che la democrazia diretta è democrazia, e quindi il risultato non si discute, ciò che mi lascia l'amaro in bocca è che quella del No è una vittoria non motivata nel merito, che è una cosa difficile da digerire per uno che fa il giudice come me. Naturalmente molte persone hanno colto gli argomenti del Sì, ma evidentemente le suggest...
«E ora, a più di metà Paese che non si fida dei magistrati la sinistra cosa p
Referendum. Ha vinto lo status quo
Perché quella della magistratura è una «riforma epocale»
Votare sì al referendum perché si ha il coraggio di cambiare
Iscriviti alla newsletter
Dichiarazione di accessibilità
Sfoglia Tempi digitale
Abbonati con carta di credito
Abbonati con bonifico/bollettino
Regala un abbonamento full
Regala un abbonamento digitale
