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In Aula la legge sulla partecipazione. Malagola: «Credo ancora in un voto bipartisan»

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25.01.2025

«Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende». Così recita l’articolo 46 della nostra Costituzione, «la più bella del mondo» come ci siamo abituati a sentire da anni, a monito quasi perenne per chi intendesse mettervi mano. Non si tocca nulla – è il ritornello –, va bene così com’è. Solo che quando si tratta di applicarla esattamente “così com’è” – ed è il caso della legge di iniziativa popolare sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, che mira a dare finalmente piena attuazione all’articolo 46 della Carta – le cose si ingarbugliano.

Promossa dalla Cisl (e sostenuta anche da Tempi con iniziative pubbliche), pareva destinata a passare, almeno nelle commissioni Lavoro e Finanze della Camera, addirittura con spirito bipartisan. Il governo ha pure trovato i fondi (70 milioni di euro) per finanziarla. Poi all’ultimo momento è intervenuto Maurizio Landini a gamba tesa contro la proposta di legge e subito la sinistra si è messa a fare le bizze. L’altro giorno il Pd ha annunciato che «non voterà........

© Tempi