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Caso Roggero: la difesa, la vendetta e la giustizia

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23.07.2026

Cari amici lettori, sono parecchi giorni, ormai, che il caso del gioielliere settantaduenne Mario Roggero intasa televisioni, giornali e social. Egli è entrato in carcere all’età di oltre settantadue anni per una condanna definitiva a quattordici anni e nove mesi di reclusione in quanto aveva ucciso due rapinatori, che nella sua gioielleria avevano brutalmente aggredito lui, la moglie e la figlia. Negli innumerevoli commenti si è detto di tutti e il contrario di tutto; cerchiamo di chiarire le idee.

Primo punto: i giudici non hanno sbagliato. Va quindi rifiutata senza perplessità l’uscita di Elon Musk, secondo il quale dovrebbero condannarsi i magistrati e non il gioielliere. I rapinatori erano usciti dal negozio e si stavano allontanando, per  cui il pericolo era cessato. Il momento in cui il pericolo cessa distingue chiaramente la difesa dalla vendetta. Nel caso in esame la prosecuzione del pericolo non era né esistente né immaginabile, onde va esclusa anche la putatività della difesa. I giudici non potevano nemmeno considerare lo stato d’animo dell’imputato, certamente disturbato in modo grave dalla violenza patita, stante la successiva dichiarazione che, in analoghe........

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