Inutile blandirlo, Vannacci non è un “cavallo di Troia”
Diciamola tutta: alla luce dei risultati definitivi delle amministrative, parlare di “stop alla rimonta del centrosinistra”, più che una fake news, è una barzelletta che non fa ridere nemmeno i polli. Tant’è che anche i diretti interessati al voto e i media a loro vicini non sono andati oltre la semplice presa d’atto di quanto verificatosi. Tranne la solita Schlein, che, per “occultare” l’ennesimo fallimento, ha trasformato la sberla in carezza, sostenendo che si è trattato di una «chiara affermazione dell’alleanza progressista».Francamente, già definire “chiara affermazione” - avendo perso 9 dei 59 sindaci precedenti, crollando ai 50 di oggi contro i 2 perduti dal centrodestra - una “spintolina” senza alcuna conseguenza per il governo, sembra un attimino eccessivo. Tanto più che «da Venezia arriverà un messaggio per il governo Meloni» aveva garantito madam Elly dopo il referendum e in vista del voto amministrativo. Di più: considerare “alleanza progressista” un’accozzaglia che - a parte la patrimoniale e l’imposizione di nuove imposte - non è d’accordo su alcunché, ancor meno sull’“autista” che dovrebbe guidarla, e con un unico programma elettorale: spargere odio contro gli avversari, appare decisamente presuntuoso e conferma che questo, più che un campo largo, è davvero un campo(santo)........
