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Eredità conteggiate e contese: rendiamole immateriali

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15.09.2026

Nel nuovo gioco di società, «A quanto ammonta l’eredità?» dell’ultimo personaggio famoso appena scomparso e «Chi litigherà per accaparrarsi la fetta più cospicua, o almeno uno spicchio di benessere e notorietà?», a stridere è sempre l’individuo: la sua vita, le sue relazioni, la sua dignità. Vedrete, lo faranno anche con Emma Bonino. Anzi, probabilmente hanno già cominciato. Prima ancora che il silenzio abbia il tempo di comporsi intorno a chi non c’è più, arrivano le valutazioni, le indiscrezioni, gli inventari, gli immobili, i conti correnti, i testamenti veri o presunti. Il lutto diventa un rendiconto. La memoria, una divisione in quote. Tutti spiano, imitano, invidiano, criticano, soppesano, sporcano.

E si sporcano. Come se la morte di una persona nota concedesse a chiunque il diritto di rovistare nei suoi cassetti e persino nei sentimenti di chi le è sopravvissuto. La cronaca si trasforma così in un catasto dell’intimità: assegna un valore alle case, ai terreni, ai quadri e ai gioielli, ma non sa dare un prezzo a una carezza, a una rinuncia, a una parola pronunciata nel momento giusto. Conta tutto ciò che si può dividere e trascura proprio ciò che, dividendosi, si moltiplica.

C’era una volta un mondo........

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