Dopo le tragedie, fatti non soltanto promesse
Gentile Direttore, in questa interminabile estate rovente sono tanti e tali gli accadimenti locali, nazionali, internazionali, succedutesi e ancora da succedere, intravedendoli già al bagliore dell’inizio, che veramente è difficile districarsi tra i mille problemi che questo strano terzo millennio ci presenta.
I “grandi” problemi nazionali e internazionali li lascio, quasi sempre, ai commentatori televisivi, utenti dei telefonini o tablet vari e della carta stampata, che credono di possedere la “verità infusa”, quella che i Domenicani ritenevano essere la Scienza che Dio aveva donato direttamente ad alcuni esseri umani, senza aver compiuto alcuno sforzo di studio o di esperienza empirica.
A costoro riconosco la fortuna di sentirsi sempre dalla parte della ragione e, per questo, di sentirsi felici anche quando vengono contraddetti, tanto è sempre “l’altro” che sbaglia. Mi fermerò, quindi, Direttore, nella mia settimanale “lettera”, ad un caso limitato che ha trovato ampio spazio nelle cronache locali dei giornali, tv e “messaggistica” dei “social”.
Mi riferisco alla cerimonia di lunedì scorso organizzata per commemorare il........
