L’operatore umanitario: “La tregua è una bugia. A Gaza si muore ancora”
Un bambino rovista tra i rifiuti nel campo profughi di Nuseirat
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Roma, 10 maggio 2026 – La Striscia di Gaza non è più sexy, ha perso appeal. È scivolata nel silenzio, fuori dalle aperture dei telegiornali e dalle prime pagine. È arrivato il tempo di altre guerre. Ma chi è stato lì, chi ha lasciato fra gli ultimi quella terra a fine febbraio, dopo le nuove restrittive norme di registrazione imposte da Israele alle organizzazioni non governative internazionali, sa che la catastrofe ha solo cambiato tono di voce. Roberto Scaini, medico riminese e operatore umanitario di Msf, conferma che i bombardamenti continuano. Che i pazienti ricoperti di scabbia soffrono come gli amputati. E che le bombe sono solo un modo più rumoroso di uccidere. A Gaza si continua a morire di freddo, di malattia. Anche di nostalgia. Secondo le stime disponibili, dal cessate il fuoco sono state uccise almeno 460 persone e un centinaio erano bambini. Con il suo racconto di un orrore dimenticato troppo in fretta, Scaini oggi sarà protagonista del Festival Vicino/Lontano e del Premio Terzani di Udine in........
