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“Lui gira libero in ospedale. Calpestati i nostri diritti”: l’ira della sorella di Eleonora, uccisa dal compagno con 24 coltellate

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11.03.2026

Elisabetta Guidi con un cartellone su cui c’è la foto della sorella Eleonora

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Firenze, 11 marzo 2026 – Ha ammazzato con 24 coltellate la compagna, Eleonora Guidi, da cui ha avuto un figlio, e subito dopo ha tentato il suicidio gettandosi di testa dal terrazzo. Ma una perizia disposta dal tribunale ha nuovamente stabilito (com’era già accaduto in precedenza) che Lorenzo Innocenti, architetto di 38 anni residente a Rufina, in provincia di Firenze, dopo aver riportato “un grave traumatismo cranico”, a distanza di oltre un anno ancora “non è capace di partecipare coscientemente al processo a suo carico”.

Significa che nei confronti dell’indagato non potrà essere adottata alcuna misura cautelare, e neanche una misura di sicurezza considerato che la stessa perizia, ordinata dal giudice Alessandro Moneti, stabilisce anche l’assenza di pericolosità sociale, “intesa come possibilità di reiterazione del reato”.

Il collegio di periti lascia aperto uno spiraglio: un’ulteriore revisione delle condizioni del 38enne fra un anno, dopo un percorso riabilitativo presso una struttura specializzata. Di diverso avviso i consulenti della famiglia, che all’udienza del 25 marzo, fissata per la discussione della perizia, vorranno dimostrare la capacità di Innocenti. Elisabetta, la sorella della vittima del femminicidio avvenuto l’8 febbraio dell’anno scorso, quando Eleonora, che aveva 34 anni, si era appena svegliata e stava preparando il caffè, è furibonda.

Come ha reagito quando ha letto le conclusioni della perizia?

“Ho reagito pensando che queste non sono delle conclusioni e ne discuteremo all’udienza. E poi ci sono delle conclusioni molto contrastanti tra i consulenti. Come mai lo stesso test da una parte dice A e da un’altra dice B? Non me ne capacito e mi faccio un sacco di domande”.

Lei ha avuto modo di vedere da vicino Innocenti.

“Lo scorso agosto. Ho assistito alle domande che gli venivano fatte e alle sue risposte. Cosa si deve fare per andare in galera e scontare una pena?”.

Resta libero, anche se nel reparto di psichiatria di un ospedale.

“Sono otto mesi che si trova lì. C’era tutto il tempo per la sua riabilitazione. Adesso invece ci viene detto che serve un anno in più”.

I periti scrivono anche che “non è possibile fornire una risposta certa” in merito alla capacità di intendere e di volere di Innocenti al momento del fatto.

“Per noi invece si capisce benissimo che lui non aveva problemi di nessuna natura. Fino al giorno primo svolgeva il suo lavoro regolarmente, aveva avuto un appuntamento dal notaio, non dava da pensare. È venuto a casa mia a prendere il bamibino, ha parlato con mia mamma. Non ci sono mai stati disturbi, né prima, né dopo”.

Non si era mai accorta di nulla?

“Purtroppo Eleonora non mi aveva mai confidato niente e non lo aveva mai fatto neanche con le sue amiche più strette, quelle poche che le erano rimaste, altrimenti avremmo fatto qualcosa per toglierla da quella situazione”.

In che situazione viveva sua sorella?

“Fino a che non ho avuto in mano lo smartphone di Eleonora non avevo realizzato che era vittima di una violenza tipica del narcisista. Era geloso, la faceva cambiare d’abito, la controllava. Eleonora non usciva neanche più, e se usciva a una certa ora arrivava lui. Se lui decideva che non fosse nel luogo dove lei diceva di essere non gli bastava neanche che glielo dimostrasse con una foto. La infamava con cattiveria e ferocia. E alla fine era pure lei che doveva chiedere scusa”.

È ancora in corso anche l’iter per l’affidamento del figlio di Eleonora.

“Sono tempi lunghi, stiamo ancora aspettando anche se da quel giorno è sempre stato affidato a me, anche se provvisoriamente. Abbiamo cambiato le nostre vite, ho altri due figli e un padre anziano, un’attività da mandare avanti. Siamo andati a vivere tutti insieme, in una casa più grande. Eppure ai nostri diritti e a quelli di un orfano, passano avanti i diritti di un assassino. Non va bene così. Non può funzionare così”.

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