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‘L’uomo avrà sempre un valore enorme, anche tra i robot’. Parla Vincenzo Esposito ad di Microsoft Italia

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02.09.2026

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Milano, redazione del quotidiano “Il Giorno”. Vincenzo Esposito arriva puntuale, si siede, e comincia a raccontare a Money Vibez Stories la storia di un'azienda che, dice, "ha cinquant'anni ma è ancora giovane".

La sede di Redmond, nello stato di Washington, dista nove fusi orari da Milano. Da qualche mese, però, la vera distanza da colmare non è più geografica: è quella tra ciò che Microsoft è sempre stata (il sistema operativo nei salotti di mezzo mondo) e ciò che sta diventando, un'azienda che scommette tutto sull'intelligenza artificiale senza dimenticare, assicura Esposito, "l'elemento umano".

Cinquant'anni e non sentirli: la reinvenzione come mestiere

Windows 95, il cloud, oggi l'AI. Tre epoche diverse per la stessa sigla. Esposito non nega la distanza tra l'azienda dei floppy disk e quella di oggi, ma la racconta come una virtù più che come un problema: "È un'azienda che ha avuto la capacità, abbastanza unica in alcuni casi, di reinventarsi nel corso di questi cinquant'anni".

Cita il suo capo, Satya Nadella, terzo amministratore delegato nella storia del gruppo dopo Bill Gates e Steve Ballmer: "Nella tecnologia la tradizione non è un valore, è più un bagaglio da cui liberarsi". Una frase che Esposito trasforma quasi in manifesto aziendale, mentre ricorda che il salto verso il cloud, una decina di anni fa, è stato il primo grande spartiacque, seguito ora da quella che definisce "questa nuova onda di innovazione che è l'intelligenza artificiale".

Il filo conduttore, spiega, non è tecnologico ma culturale: "In questo mondo in cui viviamo, la tecnologia bisogna sempre guardarla non per quello che si riesce a fare oggi, ma soprattutto per quella che sarà la prossima onda di evoluzione".

Milano non è Redmond: mille persone tra fabbrica di prodotto e feedback loop

Con circa 1.100 dipendenti sparsi tra Milano, Roma e il resto della penisola, la filiale italiana vive un rapporto quotidiano, a tratti scomodo, con la casa madre americana. "Siccome siamo a nove ore di fuso orario, alcune volte ci sono degli impatti", ammette Esposito, pensando alle riunioni delle cinque del mattino che l'intelligenza artificiale, dice con una punta d'ironia, "sta aiutando molto a gestire".

Ma il rapporto con Redmond, insiste, va oltre il disagio degli orari: "Redmond è sostanzialmente la nostra fabbrica di prodotti. Noi interagiamo con loro soprattutto sulla parte di prodotto e di strategia di prodotto, e siamo quelli che declinano la nostra offerta sui vari mercati". C'è poi una seconda funzione, meno visibile ma altrettanto cruciale secondo lui: "Abbiamo anche la funzione di raccolta di feedback da parte del cliente, perché da un lato c'è l'ingegneria e la capacità di innovazione dell'azienda, dall'altro c'è questo feedback loop che si genera sui clienti, che per noi ha un valore enorme".

Un solo utente, due vite

Grandi aziende, pubbliche amministrazioni, ma anche persone comuni che ogni giorno aprono un computer con Windows o accedono a LinkedIn. Due mondi che, secondo Esposito, non vanno tenuti separati: "È chiaro che le persone non sono distaccate. C'è la stessa persona che lavora in ufficio con i nostri prodotti e che, a casa, li usa con i figli, o utilizza LinkedIn come piattaforma professionale". La sua ambizione, dice, è "generare valore, creare un rapporto quasi di amore con i nostri prodotti per qualsiasi tipo di........

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