Navi bloccate nel Golfo, ripercussioni sui porti italiani. “A rischio le esportazioni” /
Ridotto del 90% il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz
Articolo: Rincari benzina, gasolio oltre i 2,2 euro: prezzi alle stelle in pochi giorni, c’è chi grida alla speculazione
Articolo: Bollette, nuovo allarme rincari in Toscana. Gas +39% con la guerra in Medio Oriente
La Spezia, 6 marzo 2026 – Con oltre 60mila viaggi e mezzo milione di operazioni all’anno la Laghezza spa – 50 anni di storia e 18 sedi operative in tutta Italia – è una delle realtà doganali e logistiche più influenti del Paese. E Alessandro Laghezza, titolare e ceo, già presidente degli Spedizionieri spezzini e da tre mesi a capo di Confindustria La Spezia, è uno dei maggiori esperti di economia marittima di tutto il Nord Ovest.
Laghezza, quali potrebbero essere le conseguenze a breve termine della guerra in Medio Oriente?
“Il punto focale è lo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito di circa il 20-25% del petrolio mondiale e di una quota analoga di Gnl. Il blocco ha costretto le compagnie di navigazione a sospendere i transiti e a riposizionare le navi in aree di sicurezza, creando un effetto a collo di bottiglia che rallenta drasticamente i flussi. La prima conseguenza, in parte già in atto, sarà dunque un aumento complessivo dei costi dell’energia, con ripercussioni che andranno ben oltre la logistica e che impatteranno su tutte le filiere, con possibili fenomeni inflattivi e di rallentamento della crescita economica globale”.
Cosa accadrà nella logistica portuale?
“Nel Golfo Persico ci sono scali importanti. La prima conseguenza con cui dovremo fare i conti sarà un rallentamento nel volume delle esportazioni verso paesi come Qatar, Bahrain, Emirati, Kuwait, che rappresentano uno dei principali mercati di sbocco per il made in Italy fuori dall’Unione europea. Si tratta di economie caratterizzate da una forte domanda di beni ad alto valore aggiunto: moda, lusso, design, ma anche meccanica strumentale, impiantistica e materiali di alta qualità per il comparto costruzioni. Più in generale, dovremo misurarci con una riorganizzazione complessiva delle rotte e con una possibile nuova marginalizzazione del canale di Suez, che negli ultimi mesi stava lentamente tornando alla normalità. Questo lento ritorno alla normalità adesso si allontana in maniera indefinita: il rischio Houthi è troppo elevato e le compagnie probabilmente torneranno a preferirgli la circumnavigazione dell’Africa”.
Ci saranno dei porti più penalizzati rispetto ad altri?
“In questa situazione i porti dell’Adriatico sono sicuramente più penalizzati. Le rotte che attraversano Gibilterra puntano dritto sul Tirreno: paradossalmente i porti liguri di Spezia e Genova, e in misura minore anche quello di Livorno, potrebbero addirittura essere avvantaggiati, come accaduto anche nel recente passato”.
Rincari benzina, gasolio oltre i 2,2 euro: prezzi alle stelle in pochi giorni, c’è chi grida alla speculazione
E sul fronte delle importazioni?
“L’impatto sarà inferiore. Ma un rallentamento generale dell’economia potrebbe avere effetti anche sul volume degli ordini. Gli operatori del settore marittimo in queste ore stanno segnalando anche un aumento esponenziale dei premi assicurativi contro i rischi di guerra. Alcune stime indicano incrementi tali da rendere il transito in certe aree praticamente insostenibile. A questo si aggiungono i maggiori costi legati al carburante necessari per affrontare rotte più lunghe”.
Bollette, nuovo allarme rincari in Toscana. Gas +39% con la guerra in Medio Oriente
Previsioni per il medio periodo?
“Sono moderatamente ottimista: probabilmente non ci saranno immagini choc come quelle registrate durante il Covid, con navi ferme e banchine vuote. Il primo semestre del 2026 si chiuderà sicuramente con numeri al di sotto delle aspettative. Ma come spesso accade in occasione di crisi internazionali, potrebbe esserci un rimbalzo importante già nella seconda parte dell’anno, al più tardi nei primi mesi del 2027. Molto dipenderà dalla durata del conflitto”.
© Riproduzione riservata
