Insidie della vita da spiaggia, l’effetto ‘trappola’ della sabbia. Il fisiatra: cosa fare per non rovinarsi le vacanze
Insidie della vita da spiaggia, l’effetto ‘trappola’ della sabbia. Il fisiatra: cosa fare per non rovinarsi le vacanze
Insidie della vita da spiaggia, l’effetto ‘trappola’ della sabbia. Il fisiatra: cosa fare per non rovinarsi le vacanze
Anche le passeggiate in riva al mare o le gare di racchettoni possono nascondere dei rischi. Bernetti: dal gomito del tennista al tendine d’Achille, ecco le infiammazioni più comuni e come risolverle
Giocare a racchettoni sulla spiaggia può nascondere dei rischi
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È iniziato l’esodo di agosto e, tra partenze e sogni di raggiungere presto la spiaggia, milioni di italiani si pensano già al mare. Il miraggio dopo un anno di fatica: il sole, le onde e la sabbia morbida sotto i piedi. E il rito è sempre quello: i racchettoni tirati fuori dalla cantina, le lunghe passeggiate sul bagnasciuga, le partite di beach volley con gli amici.
Ma attenzione: dopo un anno di vita sedentaria e senza le dovute precauzioni, anche le attività più divertenti possono nascondere delle insidie. Anche la sabbia più fine diventa un campo di battaglia per il nostro povero corpo stremato da un anno di lavoro. A confermarlo è il medico fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer). Lo specialista passa in rassegna tutte "le insidie della sabbia".
Ecco le “insidie” della sabbia
Da un "effetto-trappola" che si crea intorno al piede, nascono posture e movimenti che finiscono per minacciare la salute di articolazioni, muscoli, tedini e ossa. Si va dalla fascite plantare, che fa registrare "picchi estivi" favoriti dall'uso ostinato di ciabatte e infradito anche dove sarebbe meglio infilare una scarpa, alla metatarsalgia (un'infiammazione della pianta dell'avampiede) che si rischia calcando la rena a piedi nudi.
Dai dolorini al tendine d'Achille – collega i muscoli del polpaccio all'osso del tallone, vero punto debole non solo per l'eroe di Omero – ai pericoli dell’attività fisica da spiaggia. Dalle distorsioni a caviglie e ginocchia, alla borsite alla spalla o il famoso ‘gomito del tennista’, un'infiammazione dei tendini dell'avambraccio che causa dolore al gomito e rende il polso più debole. La lista è lunga e la parola d'ordine è: vietato partire impreparati.
Ecco come ridurre il rischio di infortuni
“Per ridurre il rischio di infortuni – suggerisce Bernetti – sarebbe bene impostare un programma di preparazione fisica specifico, anche se ovviamente non è sempre facile, e spesso si arriva in vacanza poco preparati alla tipologia di attività che si praticano in spiaggia. In linea del tutto generica, un protocollo di esercizi di rinforzo muscolare associato a esercizi di stretching e propriocettivi (una ginnastica che evita al corpo rischi di traumi, ndr) può essere indicato per ridurre il rischio di infortunio".
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E se arriva l’infiammazione? No alle auto prescrizioni di farmaci di banco con il fatidico 'fai da te'. Ecco cosa dice il fisiatra. “Prima di stabilire un eventuale protocollo di trattamento, è fondamentale effettuare una visita medica per una prescrizione appropriata che segua una diagnosi........
