Esce ‘Days of Ash’, il nuovo disco degli U2 con 5 canzoni di denuncia: da Renée Good alle guerre
Roma, 18 febbraio 2026 – Gli U2 tornano a farsi sentire (nel modo migliore) con un EP che trasforma la musica in denuncia e testimonianza. Days of Ash, pubblicato a sorpresa questo mercoledì delle Ceneri, 18 febbraio 2026, rappresenta il primo materiale inedito della band dal 2017. Cinque canzoni e una poesia affrontano morti e ingiustizie globali, dall’omicidio di Renee Good negli Stati Uniti alle proteste in Iran, fino alle tensioni in Israele e in Ucraina.
Bono e la band utilizzano la musica per criticare direttamente ICE, Putin, Netanyahu e la classe dirigente iraniana, dando voce a chi lotta per libertà e giustizia. L’EP anticipa un nuovo album in arrivo entro la fine del 2026.
Le tracce e le storie
L’EP si apre con American Obituary, brano che racconta la morte di Renée Good, madre di tre figli uccisa da agenti ICE durante una protesta a Minneapolis. Bono denuncia la criminalizzazione degli attivisti: “Questo era un tentativo di assassinare il significato stesso, il senso delle parole, il significato della verità. Se permetti alle persone di farla franca, puoi salutare la tua democrazia”. La riflessione politica prosegue con Song of the Future, che celebra il movimento iraniano Women, Life, Freedom e ricorda Sarina Esmailzadeh, morta a 16 anni dopo essere stata picchiata dalle forze di sicurezza. Bono definisce la classe dirigente iraniana “una casta sacerdotale di uomini la cui interpretazione soggettiva del testo sacro diventa un bastone per colpire chiunque dissenta”.
In One Life at a Time, la band racconta l’assassinio dell’attivista palestinese Awdah Hathaleen, uccisa in Cisgiordania da un colono israeliano: Bono la definisce “atroce” e spera che la canzone possa essere “un balsamo” per chi lotta contro le ingiustizie quotidiane. Con The Tears of Things, ispirata al libro di Richard Rohr, gli U2 riflettono sulla violenza e sulla rabbia contemporanea, immaginando una conversazione tra il David di Michelangelo e il suo scultore, mentre Wildpeace trasporta l’ascoltatore nella poesia del poeta israeliano Yehuda Amichai, letta dal musicista nigeriano Adeola con accompagnamento musicale della band, un ponte tra arte, spiritualità e attualità.
L’EP si chiude con Yours Eternally, collaborazione con Ed Sheeran e il musicista ucraino Taras Topolia, cantata come una lettera di un soldato in prima linea nel conflitto con la Russia. Bono attacca Putin con parole dure: “Chiedete a chiunque in Germania Est, Polonia o Lettonia se pensa che Putin si fermerà all’Ucraina se può farla franca. Troverebbe un pretesto per invadere l’Irlanda se gli convenisse”. Non risparmia critiche neppure a Netanyahu: “Lo stupro, l’omicidio e il rapimento di israeliani il 7 ottobre sono stati malvagi, ma l’autodifesa non giustifica la brutalità generalizzata della risposta di Netanyahu”.
Musica come sfida e impegno
Bono definisce Days of Ash “canzoni di sfida e sgomento, di lamento”, nate dall’urgenza di rispondere agli eventi normalizzati sui nostri schermi ogni giorno. Larry Mullen Jr aggiunge: “Credo che queste nuove canzoni siano all’altezza dei nostri lavori migliori. Non abbiamo mai esitato a prendere posizione, anche quando questo può creare qualche problema”. E prosegue The Edge: “Crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza, in cui la cultura e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura. Questa convinzione non è temporanea. Non è moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi”.
Dopo l’EP il nuovo album
Sarà più leggero il nuovo album in arrivo, con “vibrazioni da carnevale” e un tono decisamente gioioso, mentre Days of Ash conferma che gli U2 sono una voce politica ancora vitale, capace di unire musica, arte e impegno sociale in modo diretto e senza compromessi. “Questi brani non potevano aspettare, erano impazienti di essere diffusi nel mondo. Dobbiamo opporci a ciò che è ingiusto prima di poter tornare a credere nel futuro. E gli uni negli altri”, le parole di Bono.
