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Italia, la ricetta di Gattuso: “Conta il gruppo, niente alibi”
Italia, la ricetta di Gattuso: “Conta il gruppo, niente alibi”
In conferenza stampa il CT azzurro: "Serve serenità". Le scelte sulle convocazioni e il caso Federico Chiesa.
Gennaro Gattuso, CT della Nazionale Italiana dal 15 giugno 2025
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Coverciano, 23 marzo 2026 - A pochi giorni dagli spareggi, la parola d’ordine di Gennaro Gattuso è una sola: serenità. Il commissario tecnico dell’Italia si presenta in conferenza stampa con un messaggio chiaro, lontano da ogni alibi e da qualsiasi pressione eccessiva. “Non voglio alibi, dobbiamo concentrarci su giovedì”, dice subito, respingendo ogni tentazione di guardarsi indietro. Gli infortuni, a questo punto della stagione, fanno parte del gioco: “Alla 30esima giornata è normale, tutte le squadre li hanno. Con lo staff abbiamo lavorato bene, ora testa alla partita”.
"Volontà di creare un gruppo"
In questi mesi, però, il lavoro del CT non si è limitato al campo. Gattuso ha puntato molto sul rapporto umano, organizzando incontri informali con i giocatori: “Alle cene non mi sono presentato con pennarelli e lavagnette. La mia volontà è creare un gruppo e ci sto riuscendo”. Una scelta precisa, anche a costo di rinunce importanti: “Giocatori come Fagioli, Zaniolo e Bernardeschi avrebbero meritato di essere qui, ma ho deciso di puntare su chi mi ha dato risposte”. Il tema centrale resta quello dell’equilibrio mentale. Il CT richiama un precedente significativo: “Con la Norvegia abbiamo fatto un bel primo tempo e alla prima difficoltà ci siamo sciolti. Questo non deve accadere più”. Da qui l’insistenza su leggerezza e capacità di reagire agli episodi: “Bisogna saper andare oltre e dimenticare il passato”.
"Occhio agli infortuni e l'Irlanda del Nord può essere pericolosa"
Attenzione massima anche alla gestione fisica della rosa. Nessun rischio inutile: “Non possiamo mettere giocatori che non stanno bene e poi cambiarli dopo cinque minuti, sarebbe da kamikaze”. Il riferimento è anche a Federico Chiesa: “Si è presentato, ma aveva qualche problema e abbiamo deciso insieme che era inutile che restasse. Non posso forzare chi non si sente bene”. Sul fronte degli avversari, Gattuso mette in guardia l’Italia contro una Irlanda del Nord combattiva: “Non avranno grandissima qualità, ma corrono molto, hanno cuore e vanno in verticale. Sui calci piazzati fanno paura: serve attenzione”. Non manca poi un passaggio sulla crescita del gruppo e sull’attaccamento alla maglia: “Questa cosa con i club l’abbiamo sfangata. I giocatori vogliono esserci, lo vedo davvero”. E ancora: “Non sono scappati di casa, molti hanno vinto trofei, scudetti, giocato finali di Champions e vinto un Europeo”. Gattuso difende anche alcune scelte tecniche, come quella di puntare su Giacomo Raspadori: “Ho scelto un gruppo con cui si è creato un buon clima. Se poi andremo al Mondiale, le porte restano aperte”. Infine, uno sguardo al proprio approccio personale: “Se predico serenità devo trasmetterla anche io. La pressione c’è, certo: solo chi è senza sangue non la sente”. Un’Italia che dovrà quindi essere sì organizzata e attenta, ma soprattutto libera mentalmente. Perché, nelle parole del suo CT, è proprio lì che si gioca la partita più importante.
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