Sicilia, un voto (anche) alla Memoria: il tributo di sangue dei magistrati antimafia nel No
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
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Ci si stupisce che il fossato tra No e Sì sia stato scavato proprio a Sud e proprio in Sicilia. Ci si stupisce, ma fino a un certo punto. Perché invece sembra tutto così chiaro, perfino trasparente. In Sicilia c’è stata l’affluenza più bassa (46%) eppure il No al quesito referendario, ha schiacciato il Sì. Non c’è contraddizione, sarebbe bastato andare ai cantieri della Zisa a Palermo il giorno della chiusura della Campagna per vedere e anche annusare perché il No battesse così forte in una società civile (soprattutto) che si è mobilitata, come forse non faceva da anni.
Troppi anni: la stagione di sangue del 1992, le stragi di Capaci e via D’Amelio. Quella primavera-estate ci fu un sussulto, una reazione che partì dalle lenzuola appese fuori dalle finestre delle case di Palermo e arrivò nelle strade con chi non aveva più paura di sfilare dopo che erano stati ammazzati due magistrati dalla mafia: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Due servitori dello Stato, la cui morte ha segnato un’intera generazione e l’ha convinta a impegnarsi in politica (anche l’attuale premier Meloni).
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E ora torniamo al cantiere della Zisa, a tirare le fila del comitato del No, da cui i partiti si sono tenuti alla larga, c’è Alfredo Morvillo: quel 23 maggio 1992 a Capaci ha perso la sorella (Francesca) e il cognato (Giovanni).
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Questo Paese, non solo in Sicilia, ha pagato un pesante tributo di sangue con la morte di molti magistrati eccellenti, cui non è mancato acume e coraggio. Una campagna referendaria come questa, in cui i magistrati (come categoria) sono stati attaccati in modo sommario, non ha provocato un effetto boomerang, ma un pungolo per molte persone che, realmente motivate, si sono prima mobilitate nelle piazze (al primo incontro a Palermo c’erano 2mila persone) e infine hanno esercitato quel diritto (di voto) che in passato avevano preferito accantonare. È soprattutto una questione di Memoria. Senza scomodare (il solito) Brecht.
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