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Milan-Udinese 0-3. Il Diavolo crolla a San Siro: Champions in pericolo. Fischi a Leao

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11.04.2026

Milan-Udinese 0-3. Il Diavolo crolla a San Siro contro i friulani: Champions in pericolo. Fischi a Leao

Milan-Udinese 0-3. Il Diavolo crolla a San Siro contro i friulani: Champions in pericolo. Fischi a Leao

I friulani banchettano al Meazza e stendono il Milan per 0-3 trascinati da Atta, Zaniolo e Davis, Allegri vede ricomparire le avversarie all'orizzonte con Como e Juve che possono accorciare in zona Champions. Fischi assordanti su Leao

Rafael Leao fischiato a San Siro

Milano, 11 aprile 2026 - Ora sì, si può chiamare crisi. Terza sconfitta in quattro partite per il Milan che soccombe anche in casa per mano di una straordinaria Udinese e ora vede la qualificazione Champions barcollare con Como e Juventus che potrebbero avvicinarsi a meno due e meno tre. Max Allegri aveva ragione a tarare l'obiettivo stagionale sul quarto posto e le ultime sei giornate saranno al cardiopalma per i rossoneri, calati sensibilmente in una primavera difficile e oggi possibile preda di tuttte le inseguitrici. Runjaic sbanca San Siro con un gamba e tecnica, sfruttando le doti di Atta, autogol propiziato e gol, un Zaniolo in grande forma, assist per il raddoppio di Ekkelenkamp, e un Davis immarcabile. San Siro, invece, ribolle di rabbia per le prestazioni di Leao, abbondantemente fischiato al momento della sostituzione.

Due gol e fischi per Leao

Allegri cambia e passa al 4-3-3, davanti Pulisic e Saelemaekers a sostegno di Leao, mentre terzini giocano Bartesaghi e Athekame. Udinese con il canonico 3-5-2 e la temibile coppia offensiva Davis-Zaniolo. Provano a partire forte i rossoneri, con aggressione alta, e il nuovo modulo porta anche tanti giocatori sopra la line della palla, aprendo spazio in contropiede dove l’Udinese tenta di infilarsi, come fa Zaniolo al terzo minuto per la prima conclusione della partita. Para centralmente Maignan. Sarà questo il tema del primo tempo che condannerà i rossoneri. A inizio partita si registra una serpentina di Pulisic da sinistra ad accentrarsi in area, seminando il panico nella retroguardia, ma l’intervento di Solet va a sporcare la conclusione dell’attaccante americano e la difesa può liberare. Il Milan squilla forte al 12’, sfruttando un errore di Davis che si fa intercettare da Saelemakers, poi palla verso Leao che scaglia il diagonale che sorvola di pochissimo la traversa. L’idea di Allegri è anche quella di accentrare gli esterni per togliere punti di riferimento, da una parte Saelemaekers svaria sul fronte e Athekame taglia all’interno, dall’altra Pulisic prova a riempire il mezzo spazio tra le linee friulane per avvicinarsi il più possibile a Leao. Al 27’, invece, passano gli ospiti, sfruttando un Milan disordinato. L’errore è di Saelemaekers che perde un brutto pallone, così Zaniolo governa la ripartenza che sfocia verso Atta: cross deviato da Bartesaghi e palla in rete. Gelo a San Siro. I rossoneri provano a reagire al 32’, ancora con Pulisic che riesce a mettere un bel pallone in area, ma Leao non trova incredibilmente la coordinazione giusta per la rete, mentre poco dopo, sempre il numero undici, tra i più ispirati, sfiora il pari col destro che sibila di poco alla destra di Okoye. L’Udinese resta pericolosissima in contropiede e al 35’ Davis semina di potenza Pavlovic poi siluro di sinistro che si stampa sulla traversa. Una avvisaglia non colta. Non solo ripartenze, perché l’Udinese è perfetta sul raddoppio anche in termini di qualità. Davis addomestica ancora un bel pallone verso Zaniolo, che disegna un cross perfetto per la girata aerea di Ekkelenkamp alle spalle di De Winter: 0-2 al 37’. Il vero enigma inestricabile per il Milan è Davis, capace di portare Pavlovic in giro per il campo e di resistere anche ai raddoppi di marcatura grazie al suo imponente fisico, aprendo così spazi per gli inserimenti. Runjaic sa che in avanti ha una valvola di sfogo per risalire il campo e i suoi eseguono perfettamente quando il Milan sale di baricentro. In pieno recupero, infatti, l’Udinese sfiora il terzo, sempre in contropiede dopo una sanguinosa persa di Leao, ma Pavlovic si immola su Kristensen salvando il gol che avrebbe probabilmente chiuso i conti. A fine primo tempo fischi su Leao, preso di mira dal Meazza.

L'Udinese chiude i conti. Buio Milan

Ovviamente Allegri cambia all’intervallo e sceglie Fullkrug per dare maggior peso all’attacco e maggior presenza in area di rigore, a farne le spese è Athekame per un Milan a trazione anteriore. La squadra apre il gas e prova a riaprire la partita schiacciando l’Udinese con riferimenti diversi (Leao torna esterno) e Modric scalda le mani a Okoye dalla distanza. Il portiere, poi, sforna un miracolo pazzesco venti secondi dopo sul tiro di mezzo volo dal limite di Saelemaekers, con una reattività da felino e con l’aiuto del palo. I rossoneri assaltano e Leao, liberato dalla densità centrale, si esprime meglio, trovando sull’esterno uno contro uno e il cross per Fullkrug che non centra la porta di testa. E’ anche il turno di Pavlovic, sempre di testa, ma la palla finisce sull’esterno della rete dando solo l’illusione del gol. Allegri cambia ancora e opta per Fofana al posto di Ricci, ma è l’Udinese ad avere spazi in campo aperto e De Winter mura sul più bello l’incursione ospite. Proprio Fofana ha una mezza chance in area dopo uno scambio con Fullkrug, tuttavia il controllo non è indirizzato verso la porta e così il sinistro esce strozzato e centrale. E’ chiaramente lo spartito tattico peggiore per il Milan che deve esporsi ai veloci contropiedi dell’Udinese, che è arrivata a San Siro in piena forma e che con gambe che girano a mille. Non è un caso che il tris arrivi sull’ennesima seconda palla vinta dai friulani a centrocampo, con Karlstrom che aggredisce Rabiot e propizia la verticale di Ekkelenkamp per Atta, abile a trovare il primo palo rasoterra con Maignan fermo e immobile: 0-3 al 71’. Il Milan rischia di crollare e mentalmente la squadra esce dal campo, sfiorando addirittura il quarto con Davis, stavolta murato da Maignan. A un quarto d'ora dalla fine Allegri decide di sostituire Leao, subissato dai fischi sonori dei tifosi milanisti, un segnale di una rottura profonda. Il finale non ha più niente da dire, l'Udinese veleggia verso quota 43 punti, mentre il Meazza si svuota con delusione e amarezza. Notte fonda per il Milan al punto più buio della sua stagione e tra due settimane a Milano arriverà la Juve...

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