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Il comizio di Trump al Board of Peace: “Vigileremo sull’Onu. Qualcuno ha fatto il furbo, ma poi ci sarà”

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20.02.2026

Roma – «Quello che stiamo facendo è molto semplice: la pace». Il primo vertice del Board of Peace per Gaza, inaugurato a Washington mentre soffiano venti di guerra sull’Iran, si apre nella sede dell’Institute of Peace, ribattezzata per l’occasione, con un Donald Trump in versione comizio. Playlist a tutto volume – da Elvis ai Beach Boys fino a Ymca – cappellini Maga distribuiti ai partecipanti e un intervento di oltre un’ora in cui il presidente rivendica la risoluzione di otto conflitti, ironizza sul Nobel («Non mi interessa, voglio solo salvare vite»), esalta Wall Street e i dazi, e ricorda gli endorsement a Javier Milei e Viktor Orban. «Non c’è mai stato nulla di più potente e prestigioso», afferma, punzecchiando gli assenti: «Quasi tutti hanno accettato l’invito e quelli che non l’hanno fatto, lo faranno».

La platea conta rappresentanti di quasi cinquanta Paesi, alcuni guidati da premier o presidenti. Tra gli osservatori il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani per l’Italia, la commissaria Ue per il Mediterraneo Dubravka Šuica e funzionari tedeschi e cechi. Assenti Parigi, Mosca e Pechino, ancora in fase di valutazione. Proprio l’Europa, però, resta fredda per il profilo statutario opaco dell’organismo e per il timore che possa sovrapporsi all’Onu, sebbene autorizzato dal Consiglio di Sicurezza. Trump ribalta i rapporti: «Le Nazioni Unite hanno un grande potenziale, ma il Board vigilerà affinché tutto funzioni correttamente», offrendo anche sostegno finanziario.

Sul dossier Gaza, il tycoon annuncia oltre sette miliardi di dollari promessi da Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait, ai quali si aggiungono i dieci miliardi stanziati dagli Usa. Una cifra significativa ma lontana dai 70 miliardi che, secondo l’Onu, servirebbero per la ricostruzione. Le Nazioni Unite contribuiranno con 2 miliardi per l’assistenza umanitaria e la Fifa raccoglierà 75 milioni per progetti sportivi nella Striscia. La Norvegia ospiterà un evento del Board, pur senza aderire formalmente.

Capitolo sicurezza: il generale Usa Jasper Jeffers annuncia che Marocco, Kazakistan, Kosovo, Albania e Indonesia – fino a 8.000 uomini, con Jakarta vicecomandante – parteciperanno alla forza di stabilizzazione internazionale (Isf). Il contingente inizierà a operare da Rafah, area controllata da Israele, con l’obiettivo di addestrare 12.000 agenti palestinesi e schierare fino a 20.000 soldati. Secondo il Guardian, Washington pianifica anche una base militare permanente nel sud di Gaza per 5.000 unità, estesa su oltre 1,4 chilometri quadrati.

Tra i nodi resta la smilitarizzazione di Hamas: «Sembra che si sbarazzerà delle armi, ma dobbiamo verificarlo», avverte Trump, minacciando «punizioni durissime». «Non esiste un piano B per Gaza: il piano B è tornare alla guerra», ha ribadito il segretario di Stato Marco Rubio. Il vertice si chiude con la firma di risoluzioni sulla raccolta fondi e il colpo di gavel finale, ancora sulle note di Ymca.


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