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Bastano 27 secondi per perdere tutto: come agisce davvero un criminale informatico oggi

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14.07.2026

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Ventisette secondi. È il tempo record in cui un criminale informatico, una volta entrato in un sistema aziendale, ha già cominciato a rubare dati. Senza usare alcun virus, senza lasciare quasi nessuna traccia. E l'Italia, in questa partita, non è uno spettatore neutrale: nel 2024 il nostro Paese ha ricevuto oltre il 10% di tutti gli attacchi informatici mondiali, una quota enorme rispetto al suo peso.

In una puntata precedente di "Tech Talks", il vodcast di QN – Quotidiano Nazionale dedicato alla tecnologia, avevamo raccontato le straordinarie opportunità aperte dall'intelligenza artificiale. Oggi ne esploriamo il lato oscuro, perché quella stessa tecnologia è già nelle mani di chi vuole fare del male. A guidarci in questo mondo è Luca Nilo Livrieri, Director Sales Engineering per il Sud Europa di CrowdStrike, una delle aziende leader al mondo nella cybersicurezza, che ogni giorno difende le più grandi organizzazioni del pianeta dagli attacchi informatici.

Dimenticate il ragazzo incappucciato

La prima cosa da fare, spiega Livrieri, è aggiornare l'immaginario. Il giovane incappucciato, solo in una stanza buia davanti a un monitor, è la figura degli albori dell'hacking: lo "script kiddie" che voleva soltanto dimostrare le proprie capacità. Quel mondo non esiste più. Oggi parliamo di un vero e proprio ecosistema criminale, organizzato come un'impresa, diviso in affiliazioni, estremamente specializzato.

E come ogni impresa, ha un obiettivo primario: fare soldi. È il cybercrime, che copre la maggior parte degli attacchi. Sono gruppi verticali, che eseguono anche solo un piccolo pezzo dell'attacco. C'è chi è specializzato nel rubare le nostre credenziali, username e password, per poi rivenderle. Chi mette in pratica il phishing o, nelle fasi più avanzate, il ransomware. Chi è esperto nel monetizzare il bottino. Accanto a loro, gruppi con finalità governative o filogovernative, sostenuti da nazioni, che fanno spionaggio industriale o attacchi dimostrativi. E, infine, gli attivisti, gli hacktivisti dalle azioni puramente dimostrative. Un mondo vasto, insomma, ma quasi sempre con il denaro come bussola.

Entrano con le chiavi di casa

Ed eccoci al punto che ribalta ogni luogo comune. Molti attacchi di oggi non hanno più bisogno del virus. Si chiamano attacchi "malware free", senza malware, perché l'attaccante possiede già le chiavi di casa. Le nostre credenziali, spesso, sono state comprate e vendute nel dark web, quella parte sommersa della rete dove interi forum........

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