Macron ai francesi: “Solo operazioni difensive. Portaerei nel Mediterraneo e una fregata a Cipro”
La portaerei francese Charles de Gaulle nel Mediterraneo. A destra il presidente Emmanuel Macron
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Parigi – Un giorno dopo lo storico discorso pronunciato dalla base dei sottomarini militari nucleari d’Île Longue, in Bretagna, il presidente francese si è espresso a proposito della situazione in Iran. Trasmesso dal canale televisivo TF1, l’intervento è durato appena 8 minuti: “L’Iran è il principale responsabile della situazione”, ha esordito Emmanuel Macron, criticando la volontà del regime di sviluppare un “programma nucleare pericoloso”.
L’attacco israelo-americano “al di fuori del diritto internazionale”
Pur ribadendo che i raid israelo-americani siano stati condotti “al di fuori del diritto internazionale”, il presidente francese non è entrato nel merito dell’operazione guidata da Donald Trump, limitandosi a precisare i contorni dell’azione francese e degli alleati europei.
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In mattinata, la portavoce del Ministero degli Affari esteri iraniano, Esmaïl Baghaïl, aveva infatti messo in guardia Francia, Germania e Regno Unito in caso di un coinvolgimento più diretto al fianco di Stati Uniti e Israele: “ogni azione di questo tipo contro l’Iran verrà considerato come un gesto di complicità con l’aggressore”, aveva dichiarato la portavoce durante una conferenza stampa, “sarebbe un atto di guerra”. Indirettamente, il presidente francese ha risposto che l’unico modo per ottenere una pace duratura è quella della ripresa del dialogo sul piano diplomatico.
Quei 400.000 francesi nella regione del Golfo Persico
Ci sono circa 400.000 cittadini francesi residenti in dodici Paesi della regione, secondo le autorità francesi. Le parole di Macron sono rivolte principalmente a loro: due aerei sono già decollati da Parigi per rimpatriare i connazionali “più vulnerabili”.
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Macron ha voluto rassicurare anche gli Stati con cui la Francia ha stretto accordi di difesa, promettendo l’invio di sistemi di difesa antiaerea, radar e aerei Rafale: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, alleati curdi, Giordania e Libano.
Proprio sul Libano, con cui Parigi ha sempre intrattenuto un rapporto privilegiato in quanto ex protettorato francese, Macron ha condannato gli attacchi di Hezbollah contro Israele. La risposta israeliana deve però rimanere circoscritta per evitare un’escalation pericolosa che sarebbe “un errore strategico”, ha aggiunto il presidente.
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Oltre alla fregata “Languedoc”, che da questa sera sarà ormeggiata al largo dell’Isola di Cipro, membro dell’Unione europea, colpita da dei droni iraniani nella notte tra domenica e lunedì, Macron ha promesso l’invio della portaerei Charles De Gaulle nel Mediterraneo.
Evitare il collasso del commercio mondiale
La posizione francese esclude quindi un coinvolgimento diretto del conflitto, ma prevede interventi per garantire la sicurezza delle basi militari francesi e degli alleati, per rimpatriare i cittadini esposti ai rischi e per assicurare la ripresa del commercio marittimo.
Dallo stretto di Hormuz, chiuso al traffico dal regime iraniano, transita infatti “il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale” e il barile di petrolio ha superato gli 85 dollari per la prima volta da luglio 2024. La Francia ha quindi lanciato un’iniziativa per costruire una coalizione militare volta a “riprendere il controllo e proteggere il traffico in questi corridoi marittimi essenziali per l’economia mondiale”.
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Come già al forum di Davos e in occasione delle ultime uscite pubbliche, Macron si pone come un punto di riferimento sicuro in un mondo in cui il caos, l’imprevedibilità e la forza hanno preso il sopravvento sulla diplomazia e il diritto internazionale: “la Francia resta una potenza che protegge i suoi, attaccata alla pace, affidabile, prevedibile e determinata”.
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