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Francia: paura per gli scontri durante i cortei in omaggio a Quentin Deranque

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21.02.2026

Parigi, 21 febraio 2026 –  Da Lione a Rennes, la Francia tiene il fiato sospeso per le manifestazioni in omaggio a Quentin Deranque e le contromanifestazioni annunciate. “Restate calmi”, “non rispondete alle provocazioni”, ha detto una delle due organizzatrici, Aliette Espieux, alla folla poco prima dell’inizio della marcia. Ripetendo lo stesso messaggio diffuso in mattinata dal presidente francese, Emmanuel Macron.  

La paura che gruppi rivali si affrontino e che i cortei degenerino in violenze è alta: a Lione, la prefetta Fabienne Buccio ha dichiarato che “nessun incidente sarà tollerato”, garantendo un dispiegamento eccezionale di forze dell’ordine e una videosorveglianza tramite droni fino a tarda serata, per scongiurare gli scontri a margine del corteo.

Slogan e cori contro la sinistra di Mélénchon

“Non voglio che Lione sia la capitale dell’ultradestra”, ha detto il sindaco ecologista Grégory Doucet, che aveva chiesto, senza successo, al ministero dell’interno di vietare la marcia di oggi. Organizzata da Aliette Espieux e Domitille Casarotto - entrambe amiche della vittima e appartenenti alla sfera nazionalista e antiabortista - la manifestazione non ammette simboli né bandiere politiche. Eppure, molti dei circa 3 200 manifestanti presenti mostrano l’adesivo del viso di Quentin Deranque e la scritta “ucciso dalle milizie di Mélénchon” e la maggior parte dei cori attacca il suo partito: “LFI complice”, “l’estrema sinistra uccide”. La marcia ha lasciato intorno alle quattro di pomeriggio Place Jean-Jaurès e terminerà dopo un chilometro e mezzo in Rue Lagrange, luogo dell’aggressione fatale.

L’ordine di non rivolgersi alla stampa

Prima della manifestazione, su vari gruppi Telegram circolava l’ordine di non rivolgersi alla stampa e il servizio d’ordine della manifestazione ha intimato ai giornalisti di rimanere a debita distanza davanti al corteo: “nessun giornalista dietro”, riferisce il quotidiano di Lione, Le Progrès. Presenti nella folla anche le ragazze “femministe” del collettivo di estrema destra Nemésis, secondo cui Quentin le aveva difese durante la protesta organizzata lo scorso giovedì contro la conferenza di Rima Hassan a Sciences Po. Assenti invece i genitori della vittima e molti esponenti politici. Il presidente del Rassemblement national, Jordan Bardella, aveva consigliato ai suoi deputati di non scendere in piazza per evitare di “politicizzare l’evento”, come richiesto dai parenti di Quentin Deranque. 

Scontri sfiorati a Rennes

In mattinata, circa 200 persone si erano riunite nella città bretone di Rennes, protetti da cordoni di agenti antisommossa CRS. Circa 300 militanti di sinistra si erano radunati a poche vie di distanza per esprimere il loro dissenso: “qui non si piangono i nazisti”. Dopo i primi tafferugli e alcuni lanci di lacrimogeni tra gli agenti e i manifestanti, la polizia ha disperso il corteo antifascista, per evitare il contatto tra i gruppi rivali.

Sette arresti: a che punto sono le indagini

Il Paese non riesce a voltare pagina, nonostante i passi avanti nelle indagini. Sei persone sono state arrestate per “omicidio volontario” e una settima per “complicità”: la maggior parte di loro sono giovani tra i 20 e i 26 anni. In custodia cautelare anche Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato LFI Raphaël Arnault. Il presidente francese non intende lasciare che la violenza politica dilaghi e ha promesso una riunione d’emergenza la prossima settimana, per fare il punto della situazione “sui gruppi d’azione violenta che agiscono impunemente e sui legami coi partiti politici, qualsiasi essi siano”.  


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