Lo studente 17enne che preparava la strage a scuola: ottimi voti, incel, maschilista e razzista, i terroristi Tarrant e Breivik idolatrati come eroi
Armi e il terrorista australiano Brenton Tarrant descritto come un eroe: le foto sequestrate dai carabinieri nell'operazione Hate al 17enne residente a Umbertide (Perugia)
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Umbertide (Perugia) – Il sogno di compiere una strage scolastica coltivato da un paio d’anni e scritto nelle chat criptate, i vademecum diffusi su armi ‘artigianali’, esplosivi e la ricerca costante di nuovi affiliati: elementi che delineano il profilo di un ragazzo pronto a colpire. Nonostante i suoi 17 anni questo giovane originario di Pescara, ma domiciliato da qualche mese a Umbertide in provincia di Perugia dove vive insieme alla madre, era monitorato da tempo poiché ritenuto “un soggetto ad altissimo rischio”.
“Un giorno farò una sparatoria e poi mi ammazzerò”
Le sue chat rivelano un piano agghiacciante: replicare il massacro della Columbine High School del 1999, in Colorado, individuando come potenziale bersaglio un liceo di Pescara. “Un giorno farò una sparatoria e poi mi ammazzerò”, scriveva immaginando di immolarsi per la causa dell’odio. Non a caso l’operazione scattata nelle prime ore di lunedì 30 marzo è denominata ‘Hate’ ed è stata condotta dai carabinieri del Ros che lo hanno prelevato in applicazione di una misura cautelare, portandolo al carcere minorile di Firenze su disposizione del Gip del tribunale di L’Aquila.
Le accuse: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, detenzione di materiale con finalità di terrorismo
Contemporaneamente sette perquisizioni, con sequestri di materiale informatico, sono state eseguite tra Abruzzo, Emilia Romagna (Bologna) e Toscana (Arezzo) a carico di altrettanti minorenni. Il provvedimento di arresto colpisce un ragazzo già noto in precedenti indagini come quella dell’estate 2025 dell’Anticrimine di Brescia, sempre per legami con l’estremismo neonazista. Le accuse a suo carico sono pesanti: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Sequestrati vademecum per costruire armi da fuoco, inclusa la tecnologia per la stampa 3D di fucili semiautomatici
L’inchiesta ha svelato un ecosistema virtuale transnazionale in cui il giovane non era solo un fruitore, ma un propagatore di violenza. Tra il materiale sequestrato figurano istruzioni dettagliate per la fabbricazione di armi da fuoco, inclusa la tecnologia per la stampa 3D di fucili semiautomatici. Inquietante è il reperimento di guide per la sintesi del Tatp, l’esplosivo noto come “madre di Satana”, già utilizzato in tragici attentati internazionali.
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Il trasferimento da Pescara a Umbertide per allontanarlo dai contatti razzisti
Il ragazzo, da settembre 2025 studente al Campus di Umbertide con un ottimo rendimento, viene descritto come introverso. Dalle testimonianze pare che qualcuno nella scuola fosse al corrente del suo passato tanto che il trasferimento in Umbria da Pescara oltre che per motivi familiari, sarebbe legato anche alla necessità di prendere le distanze da certi ‘giri’ razzisti con cui era in contatto.
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Il fanatismo ideologico, il canale Telegram, le lodi a Filippo Turetta e Angelo Izzo
Dalle indagini sono emersi elementi inquietanti: il giovane gestiva un canale Telegram dove rendeva accessibili manuali su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose e tecniche di sabotaggio dei servizi pubblici. Oltre al fanatismo ideologico si identificava anche come incel (celibi involontariamente), partecipando a piattaforme maschiliste e inneggiando a figure come Filippo Turetta e Angelo Izzo.
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Le idee: dal negazionismo della Shoah alla superiorità dalla razza ariana
Il suo immaginario era popolato da terroristi definiti “santi”, mass shooter come Brenton Tarrant e Anders Breivik, di cui glorificava le gesta. Le idee professate spaziavano dal negazionismo della Shoah alla superiorità della “razza ariana”. I contatti con il gruppo Telegram “Werwolf Division” confermano il suo inserimento stabile nei circuiti di indottrinamento neonazista.
La maglietta con la scritta “Natural selection”
Il ragazzo aveva persino ipotizzato l’acquisto di una maglietta con la scritta “Natural selection”, legato agli autori della strage in Colorado. L’intervento coordinato dal Ros dei carabinieri, col supporto dei comandi provinciali, ha interrotto quello che viene definito come “un vademecum operativo del suprematista pronto a uccidere”.
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