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Trump non cambia rotta. “È cominciata la nuova età dell’oro”. Ma i dati smontano il comizio record

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26.02.2026

New York, 25 febbraio 2026 – Lo ‘State of the Union 2026’ targato Trump è stato un discorso tutto sommato prevedibile, dagli elementi di showbiz (i giocatori di hockey con la medaglia d’oro al collo, però solo gli uomini), ai temi trattati e alla durata: oltre un’ora e mezza, più del triplo della media dei predecessori, da quando vengono cronometrati.

Prevedibile anche il ricorso ad argomenti retorici dimostratamente falsi, e caparbiamente ribaditi anche in quest’occasione. A cominciare dai milioni di migranti “malati mentali” e l’esatto numero di 11.088 assassini stranieri, che non corrisponde a niente di lontanamente identificabile. Così come le otto guerre “risolte”, ormai un classico: in realtà, un mix di conflitti tuttora in corso e di tensioni internazionali in cui la Casa Bianca ha avuto semmai un ruolo secondario.

Poi c’è la questione della Sezione 122 del Trade Act del 1974, che permetterebbe esplicitamente e indiscutibilmente alla presidenza di imporre fino al 15% di dazi al mondo intero. In realtà, si tratta di una misura limitata a instabilità mondiali nel sistema dei pagamenti, e infatti era stato votato durante la crisi di Bretton Woods, e poi mai più utilizzato: come il precedente, anche questo escamotage potrebbe essere contestato.

A proposito di dazi: ancora una volta, Trump ha sostenuto che vengono pagati dai Paesi stranieri, e che un giorno potrebbero perfino sostituire le tasse sul reddito. In realtà, chi paga sono gli importatori, e quindi in ultima istanza i consumatori: la Fed scrive chiaramente, in uno studio di dieci giorni fa, che finora il 90% dei costi aggiuntivi sono stati sostenuti dalle imprese americane, e solo il 10% è stato assorbito nei Paesi d’origine.

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La deputata del Minnesota: “Bugiardo e assassino”

Il presidente americano approfitta poi di un confronto con la deputata del Minnesota Ilhan Omar, che a un certo punto gli grida “bugiardo” e anche “assassino”, per sostenere che basta eliminare tutte le truffe ai danni dello Stato per arrivare al pareggio di bilancio: però il Government Accountability Office in totale stima le truffe (comprese quelle non identificate) in una forchetta dai 200 ai 500 miliardi di dollari, mentre il deficit ne vale 1800.

Centrale, naturalmente, la questione del costo della vita. Un po’ come Biden prima di lui, Trump prova a raccontare che non è vero che c’è un problema. Anzi, basta guardare ai prezzi di pollo, burro, frutta, alberghi, automobili e affitti, sono tutti andati giù. Una specie di ridefinizione ad hoc del paniere statistico, mentre quello ufficiale segna un’inflazione del 2,9%.

Trump torna su Biden e l’accusa di brogli

E a Joe Biden il presidente in carica fa riferimento anche per la sempreverde accusa di brogli: “questo è il primo anno del mio secondo mandato, ma dovrebbe essere il terzo”. A parte il fatto che un terzo mandato sarebbe proibito dalla Costituzione, non sono mai state trovate tracce di brogli elettorali di nessun genere, nel 2020.

Ma è il punto di partenza per il “Save act”, una legge che vorrebbe rendere più complesse, in nome della sicurezza e della trasparenza, le operazioni di voto. Potenziali vittime: le donne sposate che hanno cambiato cognome, il cui certificato di nascita differisce rispetto al documento d’identità. Forse perché nel 2024 Kamala Harris è stata scelta dal 53% delle donne, contro il 43% degli uomini.

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