Mutui casa, calano ancora i tassi. Più prestiti a imprese e famiglie
Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana dal 2013
Il credito continua a scorrere. E lo fa con un doppio segnale positivo: più prestiti e tassi in discesa. Una combinazione che riporta ossigeno a famiglie e imprese, mentre il sistema bancario consolida la raccolta. È la fotografia scattata dall’ultimo bollettino dell’Abi, che a marzo registra un’accelerazione degli impieghi e un alleggerimento del costo del denaro sul fronte dei mutui casa. Il dato più immediato riguarda proprio i finanziamenti per l’abitazione: il tasso medio sui nuovi mutui scende al 3,36%, in calo rispetto al 3,44% del mese precedente e ben lontano dal 4,42% di fine 2023. Un trend che rappresenta un sollievo concreto per chi acquista casa o rinegozia il finanziamento, dopo la lunga stagione dei rialzi decisi dalla Bce.
Parallelamente, cresce il credito complessivo. A marzo i prestiti a imprese e famiglie segnano un +2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,2% di febbraio. Per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di aumento, mentre per le imprese la crescita prosegue da nove mesi. Un ritmo che riporta il sistema ai livelli di espansione registrati alla fine del 2022.
Anche sul fronte delle aziende il costo del credito si riduce: il tasso medio sui nuovi finanziamenti scende al 3,26%, in netto calo rispetto al 5,45% di dicembre 2023. Resta invece stabile il tasso medio complessivo sui prestiti, fermo al 3,98%, segnale di una normalizzazione graduale.
Il quadro, sottolinea il vice direttore generale vicario dell’Abi Gianfranco Torriero, non incorpora ancora gli effetti delle tensioni geopolitiche, a partire dal conflitto in Iran, che potrebbero incidere su inflazione e politiche monetarie nei prossimi mesi.
Accanto al credito, cresce anche la fiducia dei risparmiatori. La raccolta complessiva delle banche raggiunge a marzo i 2.134 miliardi di euro, in aumento del 2,6% su base annua. I depositi segnano un +2,7%, mentre la raccolta obbligazionaria cresce dell’1,5%, confermando il ritorno di interesse verso strumenti a medio-lungo termine. In particolare, i depositi vincolati offrono un rendimento medio del 2,09%, stabile rispetto al mese precedente e superiore alla media dell’area euro. Un livello che riflette ancora l’eredità della stretta monetaria degli ultimi anni.
Sul fronte della qualità del credito, prosegue la discesa dei crediti deteriorati netti, scesi a 27,6 miliardi a febbraio. Un dato lontanissimo dai picchi del 2015, quando avevano superato i 196 miliardi, e che conferma il rafforzamento complessivo del sistema bancario italiano.
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