menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Anche gli scimpanzé si fanno la guerra e sono crudeli: bersaglio principale sono i cuccioli

16 0
21.04.2026

Due esemplari di scimpanzé

Articolo: La balenottera Timmy è riuscita a liberarsi, ma le condizioni appaiono preoccupanti. Germania col fiato sospeso

Articolo: Morto Desmond Morris: la sua ‘Scimmia nuda’ contro la superbia umana, le polemiche sul bestseller

Articolo: ’Il bestiario fantastico’. La mostra dossier

Kimbale (Uganda), 21 aprile 2026 – No, a differenza di quanto suggerisca il senso comune la guerra non è una prerogativa esclusivamente umana. Nella foresta del Parco nazionale di Kibale, in Uganda, i ricercatori del Ngogo Chimpanzee Project stanno infatti documentando quella che può essere definita a tutti gli effetti una "guerra civile" tra primati. Si tratta di un evento estremamente raro, che gli scienziati stimano possa verificarsi una volta ogni 500 anni e che finora era stato osservato solo una volta nella storia della primatologia.

L’inizio e la nascita di due fazioni

Tutto ha avuto inizio il 24 giugno 2015, una data che Aaron Sandel, co-direttore del progetto e professore all'Università del Texas ad Austin, ricorda come il momento della rottura definitiva. Durante un'osservazione di routine, Sandel notò un silenzio improvviso e innaturale cadere sul gruppo. Alcuni scimpanzé iniziarono a mostrare smorfie di nervosismo, mentre altri cercavano rassicurazione nel contatto fisico reciproco. Quando nuovi individui apparvero all'orizzonte, la reazione non fu quella consueta fatta di grida festose e abbracci, ma di fuga e sospetto. Sandel ha raccontato di aver chiesto spiegazioni al collega John Mitani, uno dei massimi esperti mondiali del settore, il quale tuttavia ammise di non sapere cosa stesse accadendo: era l'inizio della fine di una comunità che, al suo picco, contava oltre 200 esemplari in armonia.

Quell'episodio ha piantato i semi di una polarizzazione che ha portato alla scissione del gruppo in due fazioni: i gli Occidentali e i Centrali. Come riportato dalla Cnn, lo studio pubblicato sulla rivista Science evidenzia come i legami sociali interpersonali, una volta spezzati, possano scatenare una violenza sistematica anche in assenza di fattori umani come religione o etnia.

Dall'inizio delle ostilità, la fazione occidentale si è dimostrata la più aggressiva. Tra il 2018 e il 2024, questo gruppo ha organizzato pattugliamenti regolari – circa 15 ogni quattro mesi – effettuando raid letali contro i membri della fazione centrale. Finora sono stati confermati i decessi di 7 adulti e 17 piccoli del gruppo centrale, con altri 14 esemplari scomparsi che si teme siano stati uccisi.

Sandel ha descritto il dolore di assistere a questi scontri, paragonando il suo ruolo a quello di un "corrispondente di guerra" che osserva individui conosciuti da anni uccidersi a vicenda. Tra gli episodi più toccanti vi è la morte di Basie, un maschio di 33 anni aggredito nel 2019 da tre esemplari occidentali. Nonostante l'eroico tentativo di una femmina, Aretha, di fargli da scudo, Basie è stato brutalmente picchiato ed è deceduto il giorno seguente, assistito nelle sue ultime ore da BF, un compagno di branco di 50 anni, uno degli anziani del gruppo.

La scelta d’amore di Jessica, mamma pastore. “I bambini nella fattoria didattica sempre senza cellulare”

I ricercatori ipotizzano che la guerra si sia scatenata in seguito una serie di eventi sfortunati – tra cui decessi per cause ignote nel 2014, il cambio del maschio alpha nel 2015 e un'epidemia respiratoria nel 2017 – che abbiano indebolito i legami sociali che tenevano unito un gruppo troppo numeroso per essere gestito stabilmente.

Sul futuro del conflitto pesano tre possibilità: una stabilizzazione dei confini grazie a una migliore difesa della fazione centrale, lo sterminio totale della fazione più debole o, infine, un'improbabile riunificazione. Per Sandel, purtroppo, quest'ultima opzione appare quasi impossibile data la natura dei primati.

Ma perché studiare un conflitto tra primati, specie considerando l’assai minore intensità rispetto a quelli umani? Gli scienziati ritengono che osservare le dinamiche relazionali degli scimpanzé – che vivono in comunità ‘più semplici’ delle nostre – possa aiutarci a comprendere meglio le radici degli scontri tra esseri umani.

© Riproduzione riservata


© Quotidiano