menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Il nuovo iPhone Duo guarda al futuro, ma quel bianco e argento sembra arrivare dall’era di Steve Jobs

18 0
10.09.2026

Apple presenta iPhone Duo, il primo pieghevole della sua storia e rivoluziona la forma dello smartphone. Ma nel Bianco stellare, tra titanio, argento e linee essenziali, riaffiora sorprendentemente la Apple delle origini che piace ai fan di Cupertino

C’è qualcosa di quasi perfetto, e insieme sorprendente, nel modo in cui Apple ha scelto di inaugurare una nuova fase della propria storia: cambiano i vertici, dopo quindici anni Tim Cook lascia il ruolo di CEO e John Ternus prende il comando dell’azienda, cambia perfino la forma dell’iPhone, che per la prima volta si piega e prova a riscrivere un oggetto rimasto sostanzialmente riconoscibile per quasi vent’anni, eppure proprio nel momento in cui Cupertino vuole raccontare il futuro decide di guardare indietro. Basta osservare iPhone Duo nella versione Bianco stellare, con quel bianco freddo che quasi scompare nell’argento del titanio lucidato, per ritrovare qualcosa della grammatica visiva della Apple di Steve Jobs, fatta di metallo, superfici pulite, pochissimo colore e quella sensazione che la tecnologia dovesse sembrare inevitabile prima ancora che nuova. È questo, forse, il dettaglio più interessante di tutto il lancio: mentre Apple cambia pelle, torna sorprendentemente ai colori con cui aveva cominciato a costruire il proprio mito.

Naturalmente non bisogna trasformare una suggestione estetica in una ricostruzione storica che non reggerebbe alla prima fotografia d’archivio, perché il primo iPhone presentato da Steve Jobs il 9 gennaio 2007 non era bianco: aveva il fronte nero e un retro prevalentemente in alluminio argentato, interrotto nella parte inferiore da una fascia nera, mentre il bianco sarebbe entrato nella storia dell’iPhone in maniera più esplicita con le generazioni successive. Eppure il punto non è sostenere che Apple abbia rifatto l’iPhone originale, né che iPhone Duo ne sia una citazione deliberata, ma osservare come il suo Bianco stellare recuperi una combinazione di bianco, argento e metallo che appartiene profondamente all’immaginario della Apple degli anni di Jobs, quando bastavano un iPod bianco, un paio di auricolari dello stesso colore o una superficie di alluminio lavorato per riconoscere un prodotto di Cupertino prima ancora di scorgerne il logo.

Ed è curioso che Apple torni proprio lì adesso, mentre tutto il resto cambia.

Il primo iPhone della nuova Apple

John Ternus è diventato CEO di Apple il 1° settembre, prendendo il posto di Tim Cook, che rimane nell’azienda come executive chairman, e otto giorni dopo si ritrova a presentare il dispositivo che Apple stessa definisce «il cambiamento più profondo nella storia di iPhone dal modello originale». Ovviamente sarebbe ingenuo raccontare iPhone Duo come un prodotto nato nell’arco di una settimana sotto la nuova leadership, perché un dispositivo di questa complessità arriva sul palco dopo anni di progettazione, prototipi, test e decisioni industriali, ma sul piano simbolico è difficile immaginare un oggetto più adatto ad aprire una nuova fase.

Ternus, del resto, arriva proprio dall’hardware engineering, l’area che ha guidato per anni, e il primo iPhone associato pubblicamente alla sua Apple non introduce soltanto un processore più veloce, una fotocamera migliore o una batteria capace di durare qualche ora in più, ma cambia fisicamente il modo in cui il telefono si presenta nelle mani di chi lo utilizza. Da chiuso è un iPhone compatto, grande più o meno come un passaporto secondo il paragone scelto dalla stessa Apple; da aperto diventa uno schermo da 7,6 pollici, quasi un piccolo tablet, aprendo quello spazio intermedio tra iPhone e iPad che Cupertino aveva osservato per anni senza mai decidere di occuparlo in questo modo.

È significativo anche perché Apple arriva nel mercato dei pieghevoli molto più tardi dei concorrenti Android, dopo anni in cui Samsung e altri produttori hanno sperimentato cerniere, pieghe visibili, schermi esterni dalle proporzioni strane, dispositivi sottilissimi e modelli che sembravano più prototipi venduti al pubblico che prodotti realmente maturi. Apple ha lasciato che quella categoria esistesse, crescesse e sbagliasse senza di lei, osservandola da fuori fino a quando ha deciso che era arrivato il momento di proporne una propria interpretazione, secondo un metodo che appartiene da sempre all’azienda e che raramente coincide con la necessità di essere la prima.

Proprio per questo iPhone Duo è interessante non perché Apple abbia inventato il telefono pieghevole, cosa che evidentemente non ha fatto, ma perché il suo ingresso potrebbe rappresentare il momento in cui una categoria........

© Panorama