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Disforia di genere, quando lo Stato resta a guardare: il Far West sui minori

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18.01.2026

Dai bloccanti della pubertà ai tribunali: mentre Stati Uniti ed Europa frenano sulla transizione di genere degli adolescenti, l’Italia resta senza linee guida chiare e con casi giudiziari che fanno discutere.

Il mese scorso, il ministero della Salute statunitense ha bandito gli interventi farmacologici e chirurgici per il cambio di sesso dei minori. Da anni, in mezza Europa, i governi che più si erano mostrati di manica larga sulla transizione di genere degli adolescenti hanno frenato bruscamente, in particolare sulla somministrazione di bloccanti della pubertà. In Italia, invece, una 13enne, negli ultimi giorni dell’anno scorso, ha cambiato sesso all’anagrafe: il tribunale della città di La Spezia ha dato infatti il via libera alla rettifica del suo atto di nascita e alla riassegnazione di un nuovo nome. Maschile, ovviamente. La sentenza, a suo modo storica, nasce dall’assenza di dati chiari, di linee guida certe e di consenso scientifico sul tema. Nel nostro Paese, infatti, la disforia di genere è un terreno in cui regna ancora il caos. E sul quale il governo, per ora, non è ancora riuscito a intervenire in maniera decisiva.

Si guardi al caso ligure: la bambina, raccontano i genitori, già dalla prima infanzia manifesta uno «spiccato desiderio» di appartenenza al genere........

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