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Il Sinodo sfida Roma e Papa Leone XIV, Germania verso lo scisma

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04.02.2026

Gli orfani del populismo di Papa Francesco si stanno riorganizzando contro Leone XIV. In Germania la Commissione sinodale vuole matrimoni gay, nozze per i preti e sacerdozio femminile. E a Roma monta la contrarietà alla politica estera del Papa americano.

Da Wittenberg a Limburgo sulla Lahn corrono circa 500 chilometri, tanti quanti sono gli anni (505 per la precisione) che separano l’affissione delle 95 tesi di Martin Lutero sul portale della cattedrale-castello di Ognissanti e la proclamazione, a inizio febbraio, dell’ultimo appuntamento del sinodo tedesco “celebrato” dal vescovo di Limburgo Georg Bätzing che di fatto prepara lo “scisma di Germania”. Martin Lutero era agostiniano e a Roma regnava Leone X; oggi in Vaticano siede un altro Leone che è stato il Priore generale degli agostiniani.

A guardarle con gli occhi di Niccolò Machiavelli queste “coincidenze” c’è da farsi venire i brividi e non già perché «tutti li tempi tornano, li uomini sono sempre li medesimi». La ragione è più profonda e sconcertante: sugli spalti di questa contesa tra Roma e i tedeschi, che è insieme di diritto canonico e dottrinale, siedono, con un tifo da ultras, i partigiani o nostalgici di papa Bergoglio convinti che Robert Francis Prevost non riuscirà a fermare la deriva populista cattolica che parte dal Reno e arriva al Tevere.

In gran parte sono gesuiti che hanno perduto l’occasione storica con la scomparsa di Francesco; mai uno di loro era salito al soglio di Pietro e la ragione è semplice: i gesuiti hanno troppa confidenza col potere e i vizi terreni. Toccò ad Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica – la temutissima rivista del “Papa nero” – il primo affondo, inventandosi un’intervista inedita con Prevost per sancire una continuità con Bergoglio che non può esserci nelle cose. Non foss’altro perché l’attuale pontefice è agostiniano.

Vede il mondo con occhi diversi dall’attivismo gesuitico: per lui va redento. Lo ha dichiarato pubblicamente: «Non dirò perché, ma non in tutti gli incontri con il cardinal Bergoglio siamo andati d’accordo». Eppure lo stanno tirando per la talare perché sia il sosia di Francesco. Lo fanno i padri dehoniani, colonna portante del........

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