Referendum giustizia, chi diserterà le urne, poi non si lamenti
Il rischio bassa affluenza è quello che spaventa di più i comitati per il Sì al referendum. Gli elettori di centrodestra, adesso, non hanno più scuse.
È una corsa, da ambo le parti, a dire che quello sulla giustizia non è un referendum politico, che bisogna prendere in considerazione soltanto il merito del testo. Ovvio che si dica così, né la destra proponente né la sinistra opponente bramano per intestarsi una eventuale sconfitta, anzi la temono come il fuoco e già questo è, invece, un fatto prettamente politico. Ma c’è di più: decidere se riformare oppure no la giustizia è una scelta “di parte”, una decisione che ha che fare con l’idea che ognuno ha di società e democrazia.
Usciamo quindi dall’ipocrisia: quello del 22 e 23 marzo prossimi è un voto politico e come tale va preso in considerazione, non........
