Brussi: «Investire per innovare è un obbligo morale»
Innovazione. Alessandro Brussi, presidente del gruppo Danieli, la più importante industria friulana, forte di 4 miliardi di fatturato e presenza del brand anche negli angoli più sperduti del pianeta, punta tutto su questa parola magica. «Vorrei dare un messaggio positivo», spiega il top manager, «sicuramente, noi siamo pronti per far ripartire il territorio. Danieli, Fincantieri, Generali, Abs e altre, sono tutte aziende che corrono, possono fare da traino. Vedo una certa effervescenza nelle scelte imprenditoriali, non c’è apatia, sono ottimista che questa mentalità possa essere trasmessa agli altri operatori».
Presidente perché puntare tutto sull’innovazione?
«Perché consente di realizzare prodotti a maggiore valore aggiunto. In Friuli Venezia Giulia non abbiamo la moda, dove una cosa costa dieci e la vendo a 100 perché piace al mondo intero. Abbiamo però prodotti ad alto valore aggiunto in quanto sono innovativi. Altra cosa fondamentale è il servizio al cliente, la sua soddisfazione per noi è obiettivo prioritario».
La competitività è anche un tema legato ai costi, non solo all’innovazione, condivide?
«Le filosofie sono due. O io sono molto competitivo in termini di costi, oppure devo assicurare un prodotto avanzato per renderlo attraente e quindi venderlo. Ma in termini di costi, in Italia e in genere nei paesi Occidentali, siamo arrivati quasi al capolinea: meno di così è difficile che il lavoro possa costare, per non parlare di materie prime o energia. Siamo quindi obbligati anche moralmente a innovare, per mantenere welfare e comunità solide, sostenibili dal punto di vista sociale nel medio........
