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Cinzia Bearzot, la figlia del “Vecjo”: «Avrebbe amato Sinner e odiato il calcio di oggi, troppi social e soldi»

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13.07.2026

Oggi Enzo Bearzot, detto il Vecjo, avrebbe undici pronipoti, proprio come una squadra di calcio. Uno di loro, Stefano, 6 anni è in vacanza a Lignano con nonna Cinzia, la figlia del ct campione del mondo 44 anni fa a Madrid. «Lignano per me è una sorta di legame con papà. Ci venivo che ero piccolissima. Scelse di prendere casa qui proprio per avere una base nel suo Friuli».

Cinzia, dov’era alle 21.50 dell’11 luglio del 1982 al fischio finale di Italia-Germania?

«A casa mia a Milano, ero sposata da poco. Mio marito non era appassionato di calcio. Alla fine non mi trattenni: mi ritrovai sul balcone a fare chiasso con i piatti delle padelle. Non andai fuori anche perché il telefono squillava in continuazione».

Facciamo un passo indietro. Sui giornali si scrisse di tutto su suo padre prima e durante quel Mondiale. Lei leggeva?

«Ahimè sì. Non li cercavo, ma a volte capitava. E il mio pensiero era: ma perché non li lasciano lavorare in pace? Il Mondiale è un percorso, aspettate il risultato finale prima di criticare».

In famiglia ne parlavate?

«Sì, serpeggiava dispiacere, ma mio padre non ha mai portato a casa il suo lavoro».

Pruzzo e Beccalossi non convocati e scoppiò il caos...

«Per la mancata convocazione dell’interista una persona a Milano mi tolse il saluto».

Che ricordo ha dell’episodio dello schiaffo che suo padre rifilò a una ragazza che gli diede dello scimmione perché non convocava Pruzzo?

«Papà alle volte era un po’ fumantino, anche se poi gli passava subito. Perse il controllo. Gli dissi di stare attento perché rischiava una denuncia. Quella ragazza poi si scusò e addirittura lo invitò al suo matrimonio».

Ci furono........

© Messaggero Veneto