Mittelfest, il direttore artistico Pedini ai saluti: «Così l’evento è cresciuto»
Dopo sei anni di impegno il direttore artistico di Mittelfest, Giacomo Pedini, si appresta a chiudere la propria esperienza ai vertici del festival cividalese, cui nel corso dei due mandati ricoperti ha impresso un segno forte, nel solco dell’essenza originaria dell’evento (giunto alla 31ª edizione) ma con l’occhio rivolto al futuro, al domani una rassegna fisiologicamente in costante evoluzione.
Percorso proficuo, direttore? Che bilancio si sente di tracciare arrivato al termine dell’incarico?
«C’era la pandemia, quando sono arrivato, e chiudo in un mondo in guerra. In questi anni Mittelfest è cresciuto parecchio, mantenendo la propria vocazione in mezzo alle sfide del nostro secolo. Istituzione culturale di spettacolo dal vivo, ponte tra l’Italia e l’Europa centrale, è ancora un unicum e una necessità. Il festival si occupa di teatro, musica, danza e circo. Lo spettacolo si fonda sulla compresenza, sulla risonanza emotiva tra persone e corpi; e talvolta le idee non uniscono, ma dividono le persone: generano fazioni, e lo stiamo vivendo con fanatismi dilaganti. Gli spettacoli, invece, costruiscono rapporti, armonie: e farlo dal centro Europa minacciato dai conflitti in essere, farlo da una penisola di nuovo vicina ai sommovimenti violenti della storia, è una necessità. Quella di esercitare........
