Oltre la malattia: come l'Area Giovani del Cro di Aviano sta cambiando la cura del cancro
C’è un luogo, ad Aviano, dove la medicina incontra l’umanità e dove ogni giorno la malattia viene sfidata dalla ricerca e dalla cura, condite da una profonda umanità. Un luogo dove i ragazzi chiamati a lottare contro il cancro non vengono definiti dalla diagnosi, ma continuano a essere adolescenti, con sogni, passioni e futuro.
Al Centro di riferimento oncologico l’Area Giovani è diventata un modello unico di presa in carico, capace di coniugare eccellenza clinica e umanità. È qui che i numeri della scienza e le emozioni più profonde si intrecciano, raccontando la stessa storia: quella del percorso per la cura del cancro, frutto non solo di farmaci e protocolli, ma anche di memoria, amore e speranza. Il Cro, dunque, non è soltanto un ospedale d’eccellenza: è una fucina di risultati che ogni giorno si traducono in vite salvate, speranze ritrovate e nuovi percorsi di cura.
Un progetto, quello dell’Area Giovani, fondato nel 2006 dall’attuale direttore dell’oncologia radioterapica Maurizio Mascarin e oggi diretto dalla dottoressa Elisa Coassin.
Come descrivereste oggi l’Area Giovani?
«È molto più di uno spazio fisico. È un modello assistenziale dedicato agli adolescenti e ai giovani colpiti da tumore. Quando abbiamo iniziato a immaginarla, ci siamo resi........
