Attacco a Tehern, Djafarizad: «Gli iraniani gioiscono sotto le bombe, è la fine del regime dei mullah»
«La stragrande maggioranza degli iraniani sta festeggiando. È un paradosso, ma è questa la verità e la dice lunga sulla sofferenza e la repressione che da 46 anni sta colpendo il mio popolo. Perché se si arriva a gioire quando un altro Paese ti sta bombardando vuol dire che non ne potevi proprio più».
Di cosa Taher Djafarizad, commerciante di tappeti e fondatore dell’associazione Neda Day per la promozione dei diritti umani che da 46 anni vive in Italia, lo sa bene. E lo ha spiegato di recente anche alla Camera dove è stato chiamato proprio per raccontare quello che sta accadendo in Iran dove tutt’ora vivono suo fratello e le sue due sorelle con una decina di nipoti. Papà e mamma invece non ci sono più e lui non ha potuto nemmeno tornare per dare loro l’ultimo saluto.
«Se tornassi in Iran - dice - sarei ucciso perché sono considerato un sovversivo dal regime». Da........
