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La benedizione del cardinale Zuppi: «Dopo il sisma è arrivata dal Friuli una lezione per il mondo»

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03.05.2026

Modello Friuli? Di più. Le maniche rimboccate del popolo friulano, ma anche dei tanti che aiutarono i friulani a rialzarsi dopo le scosse che tra il 6 maggio e settembre del 1976 causarono quasi mille morti e più di 2 mila feriti, rappresentarono «un’autentica lezione per tutta l’Italia e per il mondo. Insegnarono cosa significasse lavorare e lavorare assieme, senza opportunismi». Il riconoscimento porta la firma del cardinale Matteo Maria Zuppi (presidente della Conferenza Episcopale Italiana), che domenica 3 maggio ha presieduto la messa in suffragio delle vittime del sisma e di ringraziamento a quanti – e furono tanti, da tutte le parti del mondo – si impegnarono per aiutare il Friuli.

Nella piazza d’armi della caserma Goi-Pantanali di Gemona (uno dei luoghi simbolo dell’Orcolat: qui persero la vita 29 alpini del Battaglione Gemona) si sono radunate quasi 5 mila persone, arrivate da tutta la regione, ma anche da quelle località dello Stivale che si gemellarono con i comuni colpiti dall’Orcolat. Hanno sfidato un caldo quasi estivo, appena mitigato da qualche raro alito di vento, sorvegliati da un impianto di safety impeccabile, con i professionisti sanitari e le forze dell’ordine affiancati dai volontari, con la Protezione civile in prima fila.

Tracce, le voci che restano del terremoto in Friuli: il podcast

Quei simboli legati al territorio

Mettiamola così: la celebrazione ha dimostrato come l’equazione tra solennità e pomposi formalismi può essere confutata. È stata una messa viva, partecipata, ricca di simbologia. Soprattutto, animata dalla presenza di tanti giovani arrivati dalle parrocchie di tutta la diocesi udinese, protagonisti in mattinata di un incontro con il cardinal Zuppi. I simboli: alle........

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