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Boom di medaglie azzurre senza lo ius soli caro al Pd

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Il leggerissimo sospetto è che sul tema “integrazione” la sinistra abbia preso l’ennesima cantonata. Altrimenti che senso avrebbe, come ha fatto ieri Ilaria Salis, gridare al «razzismo» italiano a fronte dei tanti azzurri, di atletica leggera e nuoto, che hanno vinto in nome della “multietnicità”? Eppure è quello che è successo. Il record di medaglie ai rispettivi campionati europei è diventato realtà, ha scritto sui social l’europarlamentare di Avs, «nonostante il razzismo che avvelena il nostro Paese». Qualcosa non torna. Perfino Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, è stato costretto ad ammettere che il nostro Paese ha finalmente colmato il ritardo sul fronte della valorizzazione del «contributo delle migrazioni». Del resto le biografie di alcuni campioni non lasciano spazio ai dubbi: la fondista Nadia Battocletti è figlia di un maratoneta trentino e di un’ottocentista marocchina; la saltatrice Larissa Iapichino è figlia della britannica Fiona May; il velocista Fausto Desalu è di origine nigeriana; la nuotatrice Sara Curtis........

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