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Senza silenzio la società si fa più fragile

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04.10.2026

C’è una forma di stanchezza che non si vede, non si misura facilmente e non passa con il riposo. È una stanchezza che non riguarda solo il corpo, ma la capacità stessa di reggere il mondo così com’è diventato: continuo, rumoroso, accelerato. Potremmo chiamarla stanchezza emotiva collettiva. Viviamo immersi in un flusso ininterrotto di informazioni.

Notizie, aggiornamenti, immagini, opinioni. Tutto arriva senza pausa, senza filtro, senza la possibilità di un giusto tempo di digestione. Il risultato non è soltanto l’eccesso di stimoli, ma una progressiva saturazione: quando tutto è importante, niente lo è davvero fino in fondo. E allora subentra una forma di difesa silenziosa: l’intorpidimento. A cui si aggiunge l’ansia da prestazione. Non........

© Libero Quotidiano