L’islam non è vittima: è nemico della modernità
«Imusulmani hanno il diritto di essere arrabbiati e di uccidere milioni di francesi per i massacri del passato», disse nel 2020 l’ex-primo ministro della Malaysia Mahathir Mohamad. «L’Europa è spiritualmente, moralmente indifendibile», è un giudizio del poeta e politico martinicano Aimé Césaire. «I progressi dell’Occidente sono stati costruiti sul sangue, le lacrime, i massacri, i genocidi e lo sfruttamento», ha proclamato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Appunto, il modo in cui la Turchia non ha mai chiesto scusa per il genocidio armeno ed è sua volta ricordata come potenza imperialista spietata è uno dei tantissimi nodi che, in risposta a queste altre affermazioni, vengono affrontati in L’islam contro la modernità: un libro uscito quest’anno in francese e subito tradotto da Massari Editore (pp. 268, €18.00). È lo stesso editore italiano a raffrontarne i contenuti con quelli di La rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci, spiegando che ne è una sorta di «versione scientifica», «ma animato dalla stessa rabbia».
Ma ha in più che è stato scritto da un autore che si è formato nell’islam. Nato nel 1993 a Parigi, Ferghane Azihari è diventato un libero pensatore di idee liberali-libertarian pur essendo cresciuto........
