La melina delle toghe sui test attitudinali
La volontà del legislatore era chiara e priva di ambiguità: introdurre nel nostro ordinamento una selezione rigorosa e un vero screening attitudinale per garantire l’equilibrio psicologico delle future toghe. Un provvedimento atteso da anni da una larga fetta dell’opinione pubblica, convinta che chi esercita il potere più delicato dello Stato - quello di decidere della libertà e dei beni di un cittadino - debba superare anche un vaglio di equilibrio emotivo ed attitudinale. Come già avviene per chi ricopre funzioni importanti e delicate nel nostro Paese (Forze dell’Ordine, Forze Armate, Vigili del Fuoco, piloti di aereo, ecc...).
Eppure, alla prova dei fatti, il Consiglio Superiore della Magistratura ha scelto la via del compromesso al ribasso. Con una delibera approvata dal plenum, l’organo di autogoverno delle toghe ha messo in atto una sottile operazione di logoramento burocratico, tergiversando per mesi con l’unico obiettivo reale: depotenziare la riforma dall’interno e assecondare la storica e netta contrarietà del corpo dei magistrati. L’arroccamento delle toghe non è un mistero: la magistratura associata si è sempre opposta all’introduzione dei test,........
