Così l'odio dei salotti anti-Musk aizza chi vuole passare ai fatti
Il rogo delle Tesla rimanda a un vecchio incendio, che ha covato sotto la cenere del Novecento, e si chiama ideologia. Intendiamo qui la parola anzitutto nel senso in cui la utilizzavano i sodali Karl Marx e Friedrich Engels: “falsa coscienza”. In questo caso, la coscienza perbene, antifà, progressista, che ammantata di motivazioni nobili per quanto improbabili (la democrazia a rischio nella sua terra d’elezione moderna, gli Stati Uniti d’America, figuriamoci) l’odio cieco per il Nemico. Che oggi si chiama anzitutto Elon Musk, l’orco, il traditore, il pioniere dell’elettrico che osa l’inosabile, si schiera con Trump, di più, va a ricoprire un ruolo chiave nella sua amministrazione, peraltro sommamente sgradito alle anime belle, dovendo egli recidere i tentacoli sussidiari dello Stato federale di cui spesso le suddette anime campano.
È troppo, parte la parola d’ordine dalle centrali del Politicamente Corretto oltreoceano: #TeslaTakedown, smantelliamo Tesla.........
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