Guardate "Naza". Ma non cadete in trappola
Le pellicole contro Israele sembrano diventate un genere cinematografico, come western e cinepanettone. Dopo “La voce di Hind Rajab” e altri simili (l’iraniano “Prendi in mano l’anima e cammina”, il premio Oscar “No Other Land”) le sale italiane si riempiono per “Naza”. E già si annuncia un nuovo titolo contro Netanyahu: “The Bibi Files”. Finora mi ero tenuto alla larga da questo filone ritenendolo pura propaganda; ma per “Naza” ho fatto una eccezione e non me ne pento. Al netto della noia, è un film interessante. “Naza” è opera degli autori di “No Other Land”, Yuval Abraham e Rachel Szor, e il titolo è un acronimo militare israeliano che significa «danno collaterale». Al centro ci sono le testimonianze anonime di 24 tra ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani, intervistati di notte sui tetti di Tel Aviv. I testimoni descrivono i meccanismi con cui verrebbero colpiti i palestinesi a Gaza, tra cui........
