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Le lezioni di teologia del Ct spagnolo La Fuente

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C’è un campione morale dei mondiali appena conclusasi. È Luis de la Fuente, l’allenatore che ha portato i rossi a vincere il loro secondo mondiale. De la Fuente ha vinto come tecnico, per la capacità che ha mostrato nel tenere unito il suo gruppo e nel dargli la giusta carica, ma ha vinto anche come uomo, come persona. Così mentre i media mainstream parlavano della vittoria spagnola come di uno schiaffo dato a Trump da una nazione guidata dai socialisti che non si sarebbe piegata ai diktat dell’inquilino della Casa Bianca e che sarebbe un esempio di governo illuminato, inclusivo, progressista; mentre la canea montava, de la Fuente non aveva timore di sfatare i miti del tempo e del progressismo globale. Se l’opinione vincente vorrebbe relegare la fede fra le “superstizioni” del passato, l’allenatore spagnolo non ha esitato a professarsi credente.

Se la stessa opinione assegna al segno della croce, che gli atleti continuano a fare quando scendono in campo, un valore scaramantico e propiziatorio di un buon risultato,........

© Libero Quotidiano