Jürgen Habermas, con lui sparisce l'ultima illusione della sinistra
Oggi che non c’è più, in pieno ventunesimo secolo, possiamo dire che il Novecento se ne va definitivamente con lui. Jürgen Habermas non è stato solo un grande pensatore che si è mosso a cavallo fra filosofia e sociologia. Il suo pensiero ha anche accompagnato la trasformazione politico-culturale della sinistra nell’ultima parte del secolo: dal marxismo all’illuminismo critico, fino ad un europeismo che invece, visto come ultima àncora di salvezza perla sua parte politica, era considerato da lui alquanto acriticamente.
Nato a Gammersbach nel 1929, laureatosi nel 1954 a Bonn con una tesi su Schelling, Habermas, morto ieri a Starnberg, era entrato nel mondo del pensiero dalla porta principale: nel 1956, ancora giovanissimo, lo troviamo a Francoforte assistente di Theodor Adorno in quell’Istituto per la ricerca sociale che, fra America e Germania, aveva elaborato una “teoria critica della società” che si riprometteva di aggiornare il marxismo alla luce delle trasformazioni della società industriale avanzata. Il nesso marxiano fra razionalità e dominio si esplicava, per la Scuola di Francoforte, nell’azione congiunta dell’impresa capitalistica e dello Stato burocratico-amministrativo.
L’OPINIONE PUBBLICA A questi due assi portanti della modernità, Habermas ne aggiunse un terzo, fino allora poco considerato ma che nelle nostre società post-industriali è diventato sempre più centrale: quello dell’ “opinione pubblica”, il luogo........
