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Gli americani ci liberarono anche con la cultura

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14.06.2026

Suol dirsi che a sconfiggere il socialismo reale siano stati i supermercati vuoti, cioè la penuria di beni di prima necessità nella Russia sovietica e nei paesi satelliti. È difficile contraddire questa tesi, ma l’impressione è che essa sia solo una parte della verità.

Da almeno un secolo a questa parte, da quando il mondo è diventato un “villaggio globale”, le guerre si vincono anche con le idee, che trasmettono modelli e stili di vita, e circolano nell’etere con una velocità impressionante. Da questo punto di vista, nel periodo della cosiddetta “guerra fredda” l’Occidente partiva enormemente svantaggiato. Se a produrre le idee sono gli intellettuali, anche nel mondo libero il fascino del comunismo aveva ormai coinvolto la più parte di loro e le poche “sacche di resistenza” non avevano mezzi e risorse, né luoghi di aggregazione, per passare all’offensiva. Al contrario di quel che accadeva all’altro fronte, ove Mosca, direttamente o attraverso la rete dei “partiti fratelli”, interveniva pesantemente.

Fu in questo contesto che il governo americano, servendosi anche come braccio operativo segreto della Cia, passò all’azione con un programma culturale ad hoc che in sostanza si riprometteva di controbilanciare una pericolosa asimmetria. Una molto ampia........

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