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Sorelle di dolore. E anche di speranza

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01.08.2026

Il fratello di Roseline è stato ucciso mentre celebrava sull’altare, sgozzato, come vittima sacrificale. Il suo sangue è scorso sulla talare e sui paramenti, i pochi presenti pietrificati dall’orrore. Il figlio di Nassera è quello che ha compiuto il massacro e lei, la madre, ha provato lo stesso orrore dei testimoni, il colpo che ha ferito lei stessa, che le ha cambiato la vita. Due storie che in fondo sono una sola, da una ferita che non si rimargina e che continua a porre la domanda: perché?

Due donne che hanno un legame di sangue, quello sparso da padre Jacques Hamel l colpito da un giovane accecato dall’idea di rendere omaggio di quel sangue. Sono diventate Sorelle di dolore, come racconta il libro scritto insieme e con il giornalista Samuel Lieven (Ares e Lev edizioni, 200 pagine, 18 euro) con la prefazione firmata dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme.

NON DOVEVANO INCONTRARSI «Questa è la storia di due donne che non avrebbero mai dovuto incontrarsi», scrive il cardinale. E in effetti sono state quasi per intero esistenze molto distanti. Fino a quel 26 luglio 2016, quando Adel Kermiche, insieme ad un compagno, entra nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray e mentre il sacerdote celebra la messa. Salgono verso l’altare e in una sequenza rapidissima Adel si avventa su di lui e gli taglia la gola. L’altro minaccia i........

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