JD Vance si confessa, la storia della sua conversione
JD Vance durante il servizio militare in Iraq aveva smesso di credere in Dio perché voleva «emergere al di sopra degli altri» nonostante «un’esperienza soprannaturale». Poi si è convertito, è salito al vertice delle istituzioni ed è diventato ricco e famoso. Tanto che spetta a lui ora la firma del Memorandum d’intesa fra gli Stati Uniti e l’Iran.
Chissà se ai suoi interlocutori musulmani sciiti porterà in omaggio il suo libro Comunione. Ritrovare la mia strada per la fede, appena pubblicato in inglese. Si era accorto che l’islam coinvolgeva le persone più a fondo, ma che le conduceva anche a compiere atti terribili di violenza.
Era cresciuto in un ambiente protestante confuso, conservatore quanto alla morale e Democratico nelle urne, con i telepredicatori Billy Graham, Benny Hinn e Jerry Falwell in sottofondo. Antiabortisti, apocalittici, antievoluzionisti, volontari della carità cristiana. Solo che da quel mondo non uscivano le risposte che da ragazzo andava cercando.
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