Il ritorno di Attila (versione 2.0)
Si dice che la Storia si ripete. E che l’uomo è un animale senza memoria. Beh, deve essere vero se ci troviamo oggi ad assistere ad eventi che sembrano tenerci in sospeso, in un’attesa che sa di già visto ma che spaventa come se fosse la prima volta.
Un sottile senso di smarrimento e di timore sembra infatti far tremare la terra sotto i nostri piedi, chiedendoci se esiste ancora un confine tra la fermezza e la ferocia, la follia e la paura.
In questo clima di ansia collettiva, in cui il futuro appare come una distesa incerta e calpestata, il mio personale sguardo, quasi ironicamente ma a ben donde, torna indietro nella storia, cercando in un passato lontano un parallelo che faccia da specchio per osservare i “flagelli” del presente.
Balziamo indietro nel tempo: siamo nel 452. Attila, re degli Unni, barbaro tra i barbari, non era un uomo da mezze misure: si era costruito la solida reputazione di sterminatore di civiltà, uno........
