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La musica e i codici comportamentali

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04.05.2026

La musica, oggi, essendo diventata molto più visiva, insegna codici comportamentali a compartimenti stagni. Per capirlo basta vedere come si muovono i musicisti sul palco: nel rock che si dice cattivo dove si deve esporre una certa aggressività, vediamo il frontman (si dice così, ma potrebbe essere anche una frontwoman) aggredire la scena spesso con gestualità testosteronica; nella musica neomelodica l’interprete è sempre in posa sofferente, ha sete di vendetta come se scimmiottasse il melodramma; nel folk o nel genere cantautorale si trovano gli interpreti che non si curano dell’apparenza e rappresentano una forma di esistenzialismo quasi poetico; nel soul hai momenti di protagonismo brevi, le grida e i vocalizzi si alternano a sottolineature degli strumenti; nel jazz ci si mette da parte, anche il solista tende a scomparire lasciando il primo piano al suo fraseggio; nella musica classica l’orchestra è un insieme sinfonico, da syn-phoné, un suono collettivo dove non esiste protagonismo, a parte qualche rara puntata solistica.

Cosa trasmettono queste espressioni? Trasmettono la vita e la sua rappresentazione fino a diventare, alcuni di questi generi, una sorta di opera d’arte visiva che incasella e classifica, una espressione corporea e gestuale che definisce un codice comportamentale più che musicale. Non tutti i generi sono così, per fortuna, perché ce ne sono alcuni che trascendono le mode.

Ora andiamo un po’ più in profondità:

Nel rock di oggi si ha l’impressione che il solista debba dimostrare qualcosa, sembra che più che la musica conti la recitazione di un ruolo preciso. Lo si vede anche nel rap o nel hip hop o nel glam rock, dove il vestito conta moltissimo e l’interprete diventa quasi un modello di standardizzazione. Stranamente, sia il rock che il rap, sono generi musicali che derivano da una disagio, da una manifestazione di rabbia repressa che trasuda il mito dell’apparenza e il pubblico è invitato a emulare certi atteggiamenti.

Nella musica “melodica” o “neo-melodica” l’interprete è protagonista e, quasi come nel melodramma, diventa espressione di un tormento interiore, quasi sempre di origine amoroso. Vigono frustrazione, desiderio di vendetta, sofferenza e menate simili e il........

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