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L’oasi climatica del parco del Canoa a Ivrea e quella che non c’è più alla Monella

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10.08.2026

IVREA. Mentre Ivrea scopre il caldo dei 30-35 gradi e le temperature nelle grandi città si spingono fino a 40 e oltre, mentre Torino chiama una distesa di pietra in via Roma «monumento» – e pare pure che qualcuno sia convinto che qualche albero rovinerebbe «il gusto razionalista» -, ecco mentre succede tutto questo, si fa un gran parlare di «rifugi climatici». Ed è davvero curioso che qualcuno li immagini come bunker con muraglioni di aria condizionata, eretti a difesa delle classi meno abbienti nel breve periodo e pronti ad assicurare nel lungo un rapido esaurimento delle risorse di un’umanità sempre più destinata alla liquefazione. Come se poi, non fosse chiaro che quando le risorse refrigeranti si esauriranno, sarà proprio chi ha di meno a subire le conseguenze del blackout.

Ivrea è una città fortunata, per quanto sia proverbiale l’umidità di alcuni eporediesi si lamentano, perché dispone di oasi, non di rifugi climatici. È un’oasi climatica, in questo senso, il parco del Canoa, che........

© La Sentinella del Canavese