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Gli incendi e il senso dell’essere comunità

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Non ha bisogno di spiegazioni, il fuoco, per farsi capire. Sale il monte, entra nel bosco, altera il colore del cielo. Da lontano appare come una ferita luminosa, da vicino come una voce che impone ascolto.

A Como il Monte Goj è bruciato così: un fumo improvviso, la cenere sulla città, l’odore acre nelle case. Ma in questi giorni, attorno al rogo, è emersa una scena che resterà quando le fiamme saranno soltanto cronaca: una comunità che si è riconosciuta tale. Accanto ai vigili del fuoco, agli uomini dell’antincendio boschivo e ai volontari, molte persone hanno seguito le indicazioni, offerto aiuto, sostenuto le operazioni. Non è una parola minore, solidarietà. È il modo in cui un territorio ricorda che il bosco, quando brucia, non appartiene a un singolo quartiere o a una sponda del lago: riguarda tutti.

Il fuoco di Como non è un episodio isolato. Prima il Moregallo, sopra Valmadrera , con giorni di........

© La Provincia di Como