Sicurezza e migranti, il paradosso italiano
Ci sono tornate elettorali che segnano la storia di un Paese perché ne sintetizzano lo spirito del tempo attraverso un’unica, ineludibile priorità. È accaduto da noi nel 1948, quando a scontrarsi furono due visioni del mondo opposte e inconciliabili, figlie della Guerra fredda. Si è ripetuto nel 1976, quando a guidare la scelta dei cittadini furono prevalentemente le ragioni sociali, la spinta dei diritti civili e le urgenze del mondo del lavoro. Oggi, esistono tutte le premesse affinché la prossima prova delle urne venga decisa da un unico, potente binomio: sicurezza e immigrazione. L’episodio di Ceuta rappresenta, in questo senso, un punto di svolta emblematico. Se fino a pochi anni fa, di fronte all’arrivo in massa di migranti scattava - pur tra mille ipocrisie e ritardi - un riflesso di solidarietà o quantomeno di coordinamento tra i partner dell’Unione europea, la recente crisi ha mostrato una frattura profonda e inaspettata. La stragrande maggioranza dei Paesi europei ha messo sotto accusa la gestione del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez, criticando sia la tenuta........
